Il dolore
Rubavano batterie esauste e le rivendevano In sei nei guai
Indagini anche su un’attività di Bagno di Gavorrano Dai centri di raccolta in 7 mesi erano spariti 600 accumulatori per un valore di 6.500 euro
ROSIGNANO. In sette mesi hanno rubato oltre seicento batterie esauste di automobili e camion, e poi le hanno rivendute ad un centro di raccolta a Bagni di Gavorrano o le hanno temporaneamente affidate a un loro complice, che a sua volte le ha mandate in un altro centro di raccolta a Santa Maria a Monte.
I carabinieri della stazione di Rosignano Marittimo hanno smascherato gli autori dei furti e del traffico di rifiuti. Tre le persone denunciate, due marocchini di 38 e 39 anni e un italiano 55enne, tutte residenti a Rosignano, con l’accusa di furto aggravato e gestione di rifiuti non autorizzata. La denuncia per ricettazione e gestione di rifiuti non autorizzata è scattata anche per i titolari dei centri di raccolta a Bagno di Gavorrano e Santa Maria a Monte, e per il complice, di origini turche ma residente a Rosignano, che conservava parte delle batterie per poi venderle alla struttura nell’entroterra pisano.
I sei sono stati fermati a conclusione di un’attività investigativa della stazione dei carabinieri di Rosignano Marittimo. Nei mesi scorsi gli uomini dell’Arma hanno infatti ricevuto la denuncia da parte di Rea Spa, che svariate volte ha notato anomalie nel quantitativo di batterie accumulate negli spazi dei due centri di raccolta, quello alle Morelline e quello in via dei Parmigiani a Cecina.
Trattandosi di rifiuti speciali, la Rea Spa ha subito avvisato i carabinieri, che hanno avviato una dettagliata attività di indagine. È emerso che nel periodo tra il 15 settembre del 2017 ed il 17 aprile scorso dai due centri di raccolta sono state rubate oltre seicento batterie esauste (per automobili e per camion), del valore di circa 6.500 euro. Un settore, quello dello smercio illegale di batterie esauste, che è in continua crescita e che tra l’altro comporta una serie di reati correlati, a partire appunto dai furti, non solo nei centri di raccolta per rifiuti ingombranti o speciali, ma anche nelle abitazioni.
Dalle indagini portate avanti dagli uomini della stazione di Rosignano Marittimo, è emerso che a rubare gli accumulatori di piombo ormai esausti sono state tre persone residenti a Rosignano: un 55 enne italiano, un 38enne e un 39enne di origini marocchine. I tre, nell’arco dei sette mesi, principalmente durante la notte hanno più volte scavalcato le recinzioni dei centri di raccolta Rea a Rosignano e Cecina, portando via le batterie.
Il materiale veniva in parte venduto subito ad un centro di raccolta a Bagno di Gavorrano, appunto nella nostra provincia, e in parte veniva stoccato, in attesa di essere venduto, nel giardino di un 50enne di origini turche, anche lui residente a Rosignano.
Secondo le verifiche fatte dai carabinieri era quest’ultimo a vendere le batterie rubate all’altro centro di raccolta, quello nel Pisano, a Santa Maria a Monte.
Una volta ricostruiti i furti all’interno delle strutture che fanno capo a Rea Spa e la successiva attività di vendita delle batterie, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà le sei persone coinvolte. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google