Sicurezza
Nuove predazioni Allevatore pronto a vendere il gregge
Franco Labarba ha i pascoli a Santa Caterina e negli ultimi giorni ha perso cinque capi Sgozzata anche una pecora sul Monte Labro
roccalbegna
Stillicidio di predazioni in Amiata. Colpito soprattutto Monte Labro di Arcidosso e i pascoli di Roccalbegna.
Il proprietario di un gregge quotidianamente decimato, Franco Labarba, va ad aumentare la schiera di chi chiude bottega. «Domani (oggi per chi legge) – dice – chiamo subito il mercante. Se non acquista le pecore, le porto al macello».
Labarba, con i pascoli a Santa Caterina e che in due o tre giorni ha perso quattro pecore, è rassegnato. «Mi arrendo. La mia pensione se ne va per pagare i mutui che ho fatto e per comprare il mangime. Ogni giorno perdo un capo e più. Anche chi ha i cani le pecore le tiene per lo più dentro. Si vuole la stabulazione fissa. Così il pecorino sarà “migliore”...», ironizza Labarba. Che aggiunge: «Un disegno diabolico vuole che chiudiamo. Dobbiamo lasciare il posto al latte in polvere, che ci arriverà da Francia e Germania».
Gli fa eco Giacomo Franceschelli, che il ramo di allevamento bovino dell’azienda Le Vene di Monte Labro l’ha già chiuso. Gli sono rimasti un piccolo gregge di pecore amiatine e 16 cani. «Ma anche coi cani – dice – qualche capo me lo mangiano. Una mi è stata predata sabato mattina: quando sono andato a prendere il gregge per la mungitura, ho visto che mancava. Ritrovata sgozzata. Campare è diventato difficile. Gli ibridi sono sempre più numerosi e ce n’è uno che si aggira in zona, rossiccio e molto grosso».
E infine sbotta. «Nessuno ha voglia di risolvere la faccenda. Il capogruppo Pd regionale Leonardo Marras aveva detto di voler incontrare gli allevatori. Si va dicendo che andrà a riunione con solo qualcuno di noi, quattro o cinque per ogni associazione. Io gli chiedo di fare un incontro pubblico e non nelle segrete stanze, con tutti quanti noi e non solo con qualcuno. Abbiamo da dirgli e raccontargli tantissime storie». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
