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Unieuro ha assunto gli ex Mediaworld

Giovanna Mezzana
Unieuro ha assunto gli ex Mediaworld

In otto su tredici hanno accettato l’offerta del colosso dell’elettronica che aprirà uno store all’Aurelia Antica il 4 agosto

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grosseto

Unieuro ha mantenuto le promesse: e ha assunto gli ex commessi Mediaworld lasciati a piedi dai tedeschi di Mediamarket, società del gruppo Metro Ag, proprietaria della griffe dell’elettronica Mediaworld, che al centro commerciale Aurelia Antica ha chiuso i battenti prima di Pasqua, scaricando una ventina di dipendenti. Sono “in forza” dai primi di luglio e si stanno preparando per prendere servizio nel primo punto vendita grossetano a marchio Unieuro, che aprirà il 4 agosto al centro commerciale del Casalone, nel fondo lasciato libero dal loro precedente datore di lavoro. I sindacati sono soddisfatti: del resto quella chance di assunzione per gli ex Mediaworld è stata costruita a tavolino: da Cgil, Cisl e Uil che hanno chiesto alla società di tenere in considerazione le competenze di quei lavoratori, con l’intercessione della Regione Toscana. Quella chance prima non c’era. E non c’era nulla di scontato. Unieuro non ha messo sul piano l’assunzione, ma contratti a termine: per ora. È comunque un inizio che fa ben sperare.



Sono in tutto otto i dipendenti che arrivano dalla debacle Mediaworld e che dall’inizio di luglio Unieuro sta addestrando in vista dell’apertura dello store dell’Aurelia Antica. Quando Mediaworld tirò i remi in barca, ad annaspare rimasero in 24; tre di loro accettarono l’opzione del trasferimento, gli altri 21 rimasero con un pugno di mosche in mano. Alcuni di loro, descrive Filcams Cgil, si sono dati da fare per trovare un altro impiego, mentre in 13 si sono candidati ad un’assunzione da parte di Unieuro. Il colosso italiano dell’elettronica «ha chiamato i 13 a colloqui – dettaglia Eleonora Bucci di Filcams Cgil – e otto di loro hanno accettato l’offerta. Unieuro li avrebbe assunti anche tutti e 13, ma proponendo la società contratti full time, non tutti hanno potuto accettare per i carichi di famiglia, e purtroppo, come spesso accade, sono state le donne a fare un passo indietro».



Unieuro ha offerto «contratti a tempo determinato full time di sette mesi – continua Bucci – più lunghi rispetto a quelli che di solito offre in prima battuta (che sono di tre mesi) e in alcuni casi ha tentato di non abbassare troppo il livello della qualifica, visto che, rispetto a Mediaworld, non ha capi reparto ma solo addetti alle vendite. Siamo soddisfatti. Unieuro si è mostrata seria, a differenza di chi l’ha preceduta. E sappiamo che il suo obiettivo è quello comunque di stabilizzare». «È un’operazione che è andata bene – commenta Simone Gobbi di Fisascat Cisl – e siamo contenti che sia arrivata a Grosseto una grande e solida azienda del retail. Siamo però lontani dal cantare vittoria: questi lavoratori avevano un contratto a tempo indeterminato e hanno competenze ed esperienze tali che non meritano di essere lasciati sui carboni ardenti con un contratto a tempo determinato. Insomma, vigileremo». –



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