Attenzione
Il 77° Palio marinaro esce dai confini locali
L’edizione è stata presentata in consiglio regionale Il sindaco: «Occasione per conferire maggiore dignità»
PORTO S. STEFANO. Il Palio Marinaro dell’Argentario: i rioni Croce, Fortezza, Pilarella e Valle si sfidano a colpi di remi, per 4mila metri, il 15 agosto, nello stadio del Turchese, lo specchio di mare antistante il porto vecchio, in una tra le gare remiere più lunghe al mondo. Cosa che tutti i santostefanesi sanno praticamente a memoria.
Ma la 77ª edizione è stata presentata a palazzo del Pegaso a Firenze per farlo conoscere non solo al popolo maremmano, ma a quello di tutta la Regione. «Presentare il palio in consiglio regionale – ha detto il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini – è l’occasione per dargli più dignità. Si tratta di una manifestazione molto sentita e partecipata, ogni anno registriamo tra i 15 e i 20mila spettatori».
«È una vera e propria manifestazione storica – ha risposto il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani – che riflette fatti avvenuti, si tratta di un’autentica espressione dell’identità di un luogo. È verosimile che le origini del palio risalgano al tempo dello Stato dei Presidi, di cui l’Argentario faceva parte, tra gli anni 1664 e 1667 e il palio ne rievoca questo profilo di autonomia storica». «L’Argentario non si chiude in se stesso – ha aggiunto il consigliere regionale Leonardo Marras – ma si presenta al di fuori dei suoi confini a dimostrazione che abbiamo valori e tradizioni importanti che non sono semplicemente patrimonio consumato a livello locale, ma diventano punti di riferimento per la Toscana».
Presente alla presentazione, oltre ai figuranti di Argentario Vivo e alle rappresentanze dei rioni, anche Gualtiero Della Monaca, esperto di storia locale, che ha spiegato la composizione dei rioni Croce (colori bianco e rosso e gentilizio crociaioli), Fortezza (colori verde giallo e rosso e gentilizio fortezzaioli), Pilarella (colori rosso bianco e blu e gentilizio pilarellai) e Valle (colore bianco e azzurro e gentilizio vallaioli), composti da un timoniere più quattro vogatori che hanno l’obiettivo di percorrere dieci volte la distanza di quattrocento metri compresa tra due boe (chiamati gavitelli) per un totale di quattromila metri, effettuando cinque virate al largo e quattro a terra. La gara si svolge con quattro gozzi, ognuno con il nome di un vento: maestrale, grecale, libeccio e scirocco. È stato inoltre che ricordato che dal 2013 l’Ente Palio Marinaro ha istituito il Guzzo d’oro, un riconoscimento che ogni anno è dedicato ad un personaggio che ha esaltato e valorizzato con la sua presenza le qualità culturali, paesaggistiche, artigianali, enogastronomiche, professionali, del territorio. –
ANDREA CAPITANI.
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