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Muggini morti e agonizzanti: il giallo del Fosso dei Mulini

Gabriele Baldanzi
I pesci morti nel fosso denso di erba tagliata (foto Agenzia Bf)
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I pesci morti nel fosso denso di erba tagliata (foto Agenzia Bf)

Sos tra le Strillaie e la Trappola: si ipotizza la carenza di ossigeno. Il Consorzio Bonifica annuncia verifiche

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GROSSETO. Pesci morti che galleggiano, altri agonizzanti, alla disperata ricerca di ossigeno. Una scena desolante, segnalata in redazione da alcune persone che, per caso, stavano percorrendo la strada che collega le Strillaie alla Trappola.

Il luogo si chiama Fosso dei mulini e dalle 12 del 19 luglio - ma sicuramente la moria è iniziata prima - la condotta è un cimitero di muggini e altri pesci più piccoli. Nell’acqua che scorre dentro al canale, peraltro non bassissima, tra il giallo, il verde e il marrone spicca sotto il sol, il riflesso d’argento dei pesci capovolti in superficie, di varie dimensioni. Il tratto interessato è lungo un centinaio di metri e proprio in quel punto è stato compiuto di recente uno sfalcio di erba e cannucce. Questo il quadro di partenza di una vicenda che ha assunto, con il passare delle ore, i contorni del giallo. In primis sulle responsabilità della moria.

Fabio Bellacchi, presidente del Consorzio di Bonifica che ha competenze su quel fossato, non esclude nulla: «Faremo verifiche, al momento non saprei dire se abbiamo svolto degli interventi in zona e, in caso, come abbiamo lavorato. Prima di fare dichiarazioni preferisco informarmi e usare cautela».

Nel pomeriggio il problema principale è diventato la rimozione delle carcasse. Con centinaia di pesci morti in superficie andava evitata la putrefazione, che è rapida. E qui è emerso un rimpallo di responsabilità da un ente all’altro. Prima c’era la polizia provinciale, convenzionata con le associazioni della pesca, a occuparsi della bonifica; ora non si sa se la pulizia del corso d’acqua toccherà alla Regione Toscana, che ha competenze sulla manutenzione del reticolo e sulla qualità delle acque, o all’amministrazione comunale di Grosseto a cui spetterebbe lo smaltimento delle carcasse.

Il direttore del Consorzio Bonifica Fabio Zappalorti, in serata, si è detto disponibile, come in passato, in caso di chiamata a intervenire e rimuovere i pesci morti. In osservanza delle linee guida regionali per eventi di questo tipo, oggi saranno probabilmente prelevati alcuni organismi per le valutazioni ittiopatologiche, oltre a campioni d’acqua per le successive analisi chimiche ed ecotossicologiche.

La sensazione, a prima vista, è che l’ambiente, caratterizzato da un’elevata temperatura, un eccessivo carico organico e uno scarso ricambio idrico, abbia provocato la morte dei muggini per anossia, una carenza di ossigeno.

Nei prossimi giorni, dopo un’attenta valutazione della situazione e degli scarichi affluenti, si conosceranno le cause per cui è diventata impossibile in quel punto la vita acquatica. La temperatura dell’acqua in questi giorni è salita e favorisce la fioritura d’alghe. A ciò si è aggiunta forse l’improvvisa mancanza di ombreggiatura, o l’erba tagliata a margine del canale è caduta in acqua rendendola più calda e meno ossigenata. Sul Fosso dei mulini scarica un canale con acque di risulta del depuratore di San Giovanni, anche se è quantomeno insolito che la moria interessi solo quel breve tratto e non tutto il fossato. —


 

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