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Sagre e circoli, i ristoratori chiedono un regolamento

Sagre e circoli, i ristoratori chiedono un regolamento

Confcommercio e Confesercenti plaudono alla sentenza della Cassazione «Servono norme omogenee e condivise contro la concorrenza sleale»

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GROSSETO. Continua a far discutere – ed era prevedibile – la recente sentenza con cui la Corte di Cassazione ha stabilito che nei circoli privati è vietato somministrare cibi e bevande; unica eccezione, come già era previsto, riguarda i soci, a cui possono essere distribuiti alimenti e drink. La somministrazione, però, deve avvenire senza che vi siano ricavi sul fronte economico: il corrispettivo pagato dagli eventuali avventori-soci non deve eccedere i costi vivi.

Plaudono le associazioni di commercianti.

fipe confcommercio. «Da sempre combattiamo la concorrenza sleale che proviene, tra l’altro, da circoli Privati – dice Fipe Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio – con le finalità più disparate: in campo sociale, culturale, sportivo-ricreativo. Lamentiamo il differente regime amministrativo-fiscale che penalizza gli operatori italiani di pubblico esercizio. E questa sentenza deve essere considerata un grande risultato per la categoria».

Tra le battaglie associative, Fipe ricorda la recente campagna dal titolo che rende l’idea: #stessomercatostesseregole. «Il pronunciamento nel merito della Corte di Cassazione – valuta Danilo Ceccarelli, presidente di Fipe Confcommercio – apre la strada alla soluzione di un annoso problema, molto sofferto anche in Maremma: di concorrenza sleale da parte dei cosiddetti circoli privati come lo è da parte delle innumerevoli sagre nei confronti dei ristoranti e dell’intero settore dei pubblici esercizi».

Ceccarelli anticipa che Fipe Confcommercio «farà richiesta a tutti i Comuni della provincia di applicare i principi sanciti dalla sentenza della Corte di Cassazione e di vigilarne il rispetto dotandosi di un regolamento ad hoc ed effettuando puntuali controlli sul territorio».

Fiepet Confesercenti. Anche Confesercenti torna a ribadire la necessità di regole certe e condivise, di una concertazione da fare con le amministrazioni comunali, e dell’esigenza che si giunga presto a un regolamento regionale, condiviso, che freni le manifestazioni che di fatto rappresentano una concorrenza sleale verso tutte le attività commerciali.

«Oltre al numero dei giorni, spesso più fine settimana di fila (lo scorso anno a luglio e agosto contammo oltre 500 giorni di sagre), si dovrebbero prevedere pochi piatti da affiancare al piatto tipico da valorizzare – propone Confesercenti –. Nella settimana di Ferragosto lo scorso anno è stato tutto un fiorire di appuntamenti, in ogni angolo della provincia. Praticamente ristoranti a cielo aperto che sfruttano i momenti migliori per il turismo, senza doversi preoccupare del resto dell’anno, come fanno le attività commerciali che sono un presidio sul territorio 12 mesi l’anno».

Confesercenti ribadisce la necessità di una concertazione: «Serve un regolamento nazionale – afferma Massimiliano Mei della Fiepet Confesercenti –. È necessario rendere omogenee le norme tra questo tipo di attività e i locali, sia da un punto di vista fiscale che igienico-sanitario. Pensate solo cosa succederebbe se un locale facesse lavorare un ragazzino sino a oltre la mezzanotte... Speriamo che il futuro codice del commercio regionale possa costituire una chiave e uno spartiacque per una regolamentazione seria della materia». —



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