Gioco
Via libera della Regione l’inceneritore si riaccende Insorge il fronte del No
Con una nota sintetica Firenze informa che procederà con l’approvazione definitiva dell’atto di autorizzazione ma i sindaci non si arrendono
SCARLINO
In cinque righe la Regione Toscana cancella ogni dubbio su quella che sarà la sua decisione. «Nei prossimi giorni la giunta regionale procederà con l’approvazione definitiva dell’atto di autorizzazione all’impianto di Scarlino Energia dopo le conclusioni raggiunte l’11 luglio dalla conferenza decisoria per l’apertura dell’impianto», si legge in una nota stringata diffusa ieri da Firenze, che annuncia così l’imminente riaccensione dei forni dell’inceneritore del Casone.
Si tratta di una decisione scontata a dire il vero, anche se le varie anime del fronte del No sono decise più che mai a continuare la battaglia. L’anticipazione su quel che farà la giunta regionale arriva dal consigliere del governatore Enrico Rossi sulle materie legate al lavoro, l’ex assessore regionale Gianfranco Simoncini, il quale proprio ieri ha incontrato i sindacati per fare il punto sulla vicenda.
Nel corso della conferenza dei servizi, infatti, la società ha paventato un licenziamento collettivo se non fossero state rilasciate le nuove autorizzazioni e – adesso che il procedimento è terminato – i sindacati hanno richiesto dei chiarimenti alla Regione, proprio perché manca soltanto la sua ultima parola per sancire la nuova Via. «Simoncini ha informato i sindacati di aver contattato l’azienda che, data la situazione, ha confermato di non avere intenzione di procedere agli atti unilaterali di riduzione del personale – si legge ancora nella nota di Firenze – Le organizzazioni sindacali si sono dette soddisfatte dell’informativa ricevuta e del contributo della Regione».
Il rischio licenziamento quindi al momento è scongiurato, anche se restano dei nodi da sciogliere, soprattutto per quanto riguarda la parte impiantistica, divisa tra gli interventi necessari per mettere in moto le macchine e il ricorso al Consiglio di Stato, chiamato ad esprimersi a ottobre proprio sulla regolarità dell’impianto. Sono nodi che toccano anche la battaglia giudiziaria.
I sindaci di Follonica e Scarlino, Andrea Benini e Marcello Stella, hanno fatto sapere che non intendono arrendersi, mentre il Comitato del No è pronto a portare la nuova Via non solo davanti al Tar ma anche in Procura. Ma voci contrarie si elevano anche dal mondo dei partiti. «Ancora una volta la Regione non tenendo presente quanto accaduto in passato, concede le autorizzazioni per riprendere a bruciare – dicono al Pci – Un grande e grave errore proprio perché l’impianto di Scarlino ha già dato conferma della pericolosità emettendo diossina. Siamo contrari e invitiamo i cittadini alla mobilitazione, invitiamo le associazioni ambientaliste e i partiti alla creazione di un fronte contro l’impianto, contro la politica della Regione Toscana guidata da Rossi e dal Pd». –
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google