La protesta
Bancarotta ex Mabro Rinviati a giudizio 4 amministratori, prosciolto Santoro
Il gup ritiene che non abbia commesso i fatti contestati Nei prossimi giorni arriveranno le sentenze dei riti abbreviati
GROSSETO
Primi punti fermi nella maxi inchiesta sulla bancarotta della ex Mabro. Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha rinviato a giudizio Maurizio Graziano Favilli, Giorgio Benassi, Franco Bosco e Gianluca Mauro (udienza davanti al collegio alla fine di ottobre) e ha assolto per non aver commesso i fatti contestati Maurizio Santoro; assolta per l’illecito amministrativo, perché il fatto non sussiste, anche la società Royal Tuscany.
Era dei fatti inerenti a questa società che si è discusso ieri per poco meno di mezz’ora nell’aula gup. Il sostituto procuratore Salvatore Ferraro aveva chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati di questo filone (ce ne sono tre, anche se il fascicolo è stato unificato nel corso delle udienze) e il non luogo a procedere per quanto riguarda l’illecito amministrativo. Nel corso della precedente udienza avevano parlato gli altri difensori, ieri ha preso la parola per ultima il legale di Santoro, l’avvocato Sabrina Franzone di Genova, chiedendo il proscioglimento del proprio assistito. E per il proscioglimento ha concluso il giudice, con motivazioni che saranno depositate entro trenta giorni.
Bancarotta fraudolenta l’accusa formulata per questo come per gli altri fascicoli iniziali. Santoro era chiamato a rispondere del proprio operato in qualità di amministratore unico di Abbigliamento Grosseto dal 6 giugno 2013. Ciascuno per le proprie responsabilità e il proprio periodo, gli amministratori avrebbero contribuito ad aggravare il dissesto della società, astenendosi dal richiedere la dichiarazione di fallimento sin dal 2009, avrebbero tenuto in modo irregolare le scritture contabili, avrebbero dissipato il valore dell’unità produttiva di via Senese, dal momento che nel 2017 Mabro spa aveva prodotto ricavi per 17 milioni di euro.
Santoro era stato l’ultimo arrivato in ordine di tempo. Probabilmente a quella data (l’amministrazione straordinaria era intervenuta nel maggio 2014) la situazione era ormai già stata compromessa… «Sì – risponde Santoro – è vero questo che dice lei. I miei 188 giorni arrivano a valle di tutta la vicenda. Però credo che debba anche essermi riconosciuto il merito di aver fatto anche l’impossibile per far ripartire l’azienda, per ricreare l’attività, per rendere di nuovo appetibile l’azienda ai compratori, ad esempio pagando gli stipendi». Lei si è lasciato bene con le maestranze, vero? «Certamente! E anzi devo ringraziarle anche adesso: per l’enorme professionalità specifica ma anche per il contributo collaborativo dato, intendo quello umano, perché tutto ciò potesse avvenire».
La vicenda ex Mabro, che proseguirà di fronte al Tribunale a partire da ottobre, vedrà nei prossimi giorni anche la conclusione dei riti abbreviati che riguardano altri amministratori (tra cui Andrea Barontini) e altri filoni. —
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