Il Tirreno

Grosseto

gavorrano 

Affittano casine sugli alberi, coppia nei guai

Giulia Sili
Affittano casine sugli alberi, coppia nei guai

La municipale scopre un piccolo paradiso abusivo nel verde dove due ottantenni ospitano turisti a 650 euro a settimana

3 MINUTI DI LETTURA





gavorrano

Piccole case sugli alberi pensate per offrire un’esperienza diversa ai propri ospiti, una stalla per i cavalli e poi gazebo e case in legno disseminate nel verde della campagna gavorranese. Quello di Irmgard Thuma e Ilario Bertelli, coniugi ultraottantenni, è un sogno che si è realizzato: costruire un piccolo villaggio nel bosco di Caldana. Le Lame, questo il nome del loro paradiso a portata di mano, è un luogo dove passare il tempo tra un bagno al laghetto e una passeggiata a cavallo immersi nel verde. Il loro sogno però non ha fatto i conti con la norma.

La maggior parte di quelle opere è infatti abusiva. Per questo motivo i proprietari si sono visti recapitare dal comune di Gavorrano un’ordinanza di demolizione: e ne sono rimasti sconvolti. La lista degli interventi da loro eseguiti senza autorizzazione è lunga: i coniugi avrebbero infatti realizzato dei fabbricati senza averne i permessi, ristrutturato e realizzato delle nuove costruzioni su terreni di proprietà dello Stato. Insomma, un piccolo paradiso abusivo.

Quando il Comune ha emesso l’ordinanza di demolizione Palazzo civico era guidato da Elisabetta Iacomelli. Oggi il fascicolo è passato nelle mani del neoeletto Andrea Biondi: «Le casette, sono molto carine – commenta il primo cittadino – peccato che non si sarebbero potute costruire. L’unica cosa che possono fare i proprietari è demolire tutto quello che hanno costruito senza permessi». Per loro, del resto, non c’è possibilità di richiedere una sanatoria: non solo hanno costruito senza autorizzazione ma avrebbero anche fatto impresa come fossero un agriturismo a tutti gli effetti senza neanche essere iscritti nel Registro delle imprese come azienda agricola.

Una segnalazione, arrivata alcuni mesi fa, ha fatto scattare un controllo da parte della polizia municipale. I proprietari delle Lame non godevano da soli di tanta tranquillità: per offrire un’esperienza indimenticabile ai propri ospiti avevano messo in rete un sito web dove veniva data la possibilità di prenotare una posto letto o una casetta sull’albero. Per una settimana di soggiorno alle Lame la richiesta era di circa 650 euro: «I posti letto venivano venduti su internet anche evadendo la tassa di soggiorno – spiega Biondi – Si tratta infatti di posti letto non dichiarati».

Irmgard Thuma al Tirreno ha dichiarato di essere molto preoccupata per il futuro della sua attività. E ha già pensato ad una protesta: «Mio marito è stato male dopo la notifica ma se fanno così – dice rivolgendosi all’amministrazione – andrò davanti al Comune e porterò lì tutti i miei cavalli». La donna racconta degli inizi dell’attività: «Il Comune di Gavorrano non è un buon Comune, spero cambi con il nuovo sindaco. Anni fa ci hanno lasciato vivere come pezzenti, senza acqua, e senza strada. Ho scritto tante lettere e mi sono presentata negli uffici – dice – abbiamo pagato anche la strada e adesso vengono qua e pretendono». Per risolvere la questione hanno assunto un geometra e due avvocati: «Mio marito ha fatto tante cose abusivamente – conclude – ma qui abbiamo realizzato un piccolo paradiso, abbiamo un laghetto che è una meraviglia, è veramente un luogo speciale». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca