Il Tirreno

Grosseto

Il dramma di una donna di 36 anni che lancia un appello a medici e Regione 

«Da sola non riesco a badare a me stessa Temo il suicidio e chiedo aiuto»

F.B.

il caso«Voglio essere collocata in una situazione protetta. Non ce la faccio più ad andare avanti. Sono in uno stato di depressione che non mi permette nemmeno di alzarmi per andare a fare la spesa....

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il caso

«Voglio essere collocata in una situazione protetta. Non ce la faccio più ad andare avanti. Sono in uno stato di depressione che non mi permette nemmeno di alzarmi per andare a fare la spesa. In una settimana ho mangiato una scatoletta di tonno. Non sono in grado di cucinare. Il 30 giugno ho tentato di suicidarmi; è la seconda volta. Ho paura che questa voglia mi venga di nuovo. Mi sento sola e abbandonata. Chiedo aiuto». Graziella (il nome è di fantasia) che vive in un paese dell’entroterra maremmano, racconta una storia di dolore in cui in tanti hanno avuto la possibilità di darle aiuto; ma alla fine non ce l’hanno fatta a mettere un punto alla situazione.

Le sue parole, pronunciate con difficoltà fra il pianto, sono drammatiche e raccontano 25 anni di malattia: si comincia con un’anoressia durata 16 anni, poi depressione, tentativi di suicidio. «Ci sono medici che si sono dati da fare per me – riconosce – ma nulla è andato a buon fine, tanto che adesso mi ritrovo in una casetta che mi ha ceduto mio padre, che adesso è sporca e degradata. Io non posso pulire, non ce la faccio. Ho 36 anni. Sono arrivata a questo punto per varie ragioni, la mia malattia, una situazione familiare disastrata, perché non vado d’accordo coi miei, la presenza altalenante dei servizi sociali. Ma sono stati proprio i servizi che a un certo punto mi hanno aiutato e permesso di entrare in una casa protetta. Poi ho provato a rendermi autonoma, ma il reinserimento lavorativo non è andato a buon fine perché l’azienda che doveva aprire poi non ha aperto. Così mi sono trovata per strada. La casa famiglia non mi ha accolto di nuovo e ho dormito per strada. Ho chiesto aiuto a tutti: azienda sanitaria, sindaco, 118, carabinieri, assistenti sociali. Tutti hanno risposto, ma mai è arrivato qualcosa di stabile. Riconosco la loro buona volontà, ma sono in bilico».

Graziella ammette di aver avuto problemi in passato. «Ho commesso dei reati e fatto male a me stessa. Ho paura di poterlo fare ancora. Chiedo alla Regione una mano: un controllo stretto e un reinserimento lavorativo».

L’azienda sanitaria sentita dal Tirreno fa sapere di conoscere il caso e che vi sono medici che stanno assistendo la donna e valutando il da farsi. Lo stesso il sindaco assicura che, sebbene la situazione sia complicata, è disposto ad attivare interventi utili a dare una risposta a questa situazione. —

F.B.

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