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È allarme Coniella per i melograni. Un flagello in provincia
In alcune zone il fungo ha distrutto il 90% dei frutteti. Nel Grossetano colpiti Manciano, Capalbio e Orbetello
GROSSETO. La prima segnalazione è arrivata l’anno scorso dal Centro Ricerche Crisba (www.crisba.eu) dell’Isis Leopoldo II di Lorena di Grosseto. A dodici mesi di distanza l’allarme si è purtroppo trasformato in un flagello che sta colpendo i frutteti a sud della provincia di Grosseto nei comuni di Capalbio, Manciano e Orbetello.
Vittime sono i melograni, piante ormai non più solo da ornamento dei giardini ma vere e proprie colture da reddito in agricoltura, che sempre più frequentemente vengono colpite da una malattia estremamente aggressiva, che sta portando rapidamente alla morte gran parte delle piante.
I ricercatori del Crisba per primi identificarono che la malattia – sino ad allora del tutto sconosciuta nei nostri ambienti e proveniente verosimilmente da piante di origine israeliana – era causata da un fungo patogeno, la Coniella granati, che provoca il cancro del fusto nei melograni attaccati.
Il microrganismo può rimanere latente anche per diversi anni, causando poi il rapido deperimento delle piante soprattutto in primavera-estate, quando le condizioni climatiche diventano favorevoli al patogeno ed esasperano i sintomi del cancro.
Se lo scorso anno il riscontro del Crisba ha rappresentato la prima segnalazione della malattia nel centro Italia, questa estate la situazione non è certo migliorata e risulta invece ancor più grave: i ricercatori hanno verificato la malattia in altri appezzamenti, constatando anche un notevole aumento delle piante colpite, che in alcuni casi supera il 90% dell’intero frutteto. Un vero e proprio flagello, contro il quale non sono ancora state definite delle efficaci strategie di prevenzione e lotta, né si hanno a disposizione prodotti fitosanitari registrati.
Il Centro Ricerche grossetano collabora con ricercatori dell’Università di Bari ed è riconosciuto come uno dei principali centri diagnostici del Paese per questa patologia. Tanto che negli ultimi mesi è stato contattato anche da realtà produttive pugliesi, dove la coltura è particolarmente diffusa e con essa la malattia, con l’obiettivo di fare fronte comune contro questa emergenza fitosanitaria.
Del resto il mercato del melograno è crescente e si basa sulle proprietà salutistiche dei suoi frutti, preziosi sia per il comparto alimentare che per quello della cosmesi.
Le melagrane sono ricche di antiossidanti e vitamine a fronte di un gusto acidulo tra i più dissetanti, proprio per questo negli ultimi anni il consumo di frutti freschi e succhi è enormemente aumentato e con esso anche le superfici destinate a questa coltura, sia nell’Italia meridionale che a livello locale. —
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