Gioco
«Certificati fasulli», 20 indagati per il quarto filone Pandora
Nuovi avvisi di garanzia per i fatti risalenti al periodo tra 2008 e 2009 Sotto inchiesta medici, titolari di agenzie infortunistiche e pazienti
C’è un nuovo filone di indagine per Pandora, procedimento penale che comprende ora nuovi casi a carico di 5 indagati, più la riformulazione del capo d’imputazione per altri 15 indagati già presenti in altri filoni e per i quali c’era stato l’avviso di fine indagine anni fa.
Le indagini per queste 20 persone arrivano ora a conclusione e vedono il primo passo in vista della richiesta di rinvio a giudizio.
I fatti risalgono al periodo a cavallo tra fine 2008 e 2009; in questi 10 anni centinaia sono stati gli indagati con atti scorporati in più filone di indagine. Tra i nomi spiccano medici e titolari di agenzie infortunistiche indagati già in precedenti filoni di indagine, spariscono però contestazioni come truffa, corruzione e associazione per delinquere. Ci sono “pazienti”. Sotto indagine anche un carabiniere che all’epoca era in servizio a Grosseto, e che avrebbe attestato il coinvolgimento (che il pm ipotizza inesistente) della figlia in un incidente stradale.
Mesi fa la sentenza per Pandora 1, quella del filone Studio verde con condanne anche pesanti, prescrizioni e assoluzioni. Il procedimento ora continua.
Nuovo capitolo
Il pubblico ministero della Procura di Grosseto Marco Nassi (come ultimo atto di questo procedimento) ha emesso l’avviso di conclusione indagini preliminari a 20 indagati ai quali si contestano esclusivamente false certificazioni mediche.
Alcune predisposte direttamente dal medico (articoli 476 e 479) e altre fatte su induzione (articolo 48: errore determinato dall’altrui inganno) al paziente, che la Procura ipotizza non avesse traumi o comunque avesse sovradimensionato l’incidente, facendosi refertare dal medico la patologia.
Nei primi 6 capi d’imputazione, che costituiscono di fatto un nuovo filone di Pandora, compaiono due medici già sottoposti a un procedimento penale e ai quali il pm addebita nuovi capi d’imputazione.
Sotto indagine anche due grossetani che avrebbero dichiarato ai medici del Pronto soccorso un sinistro mai avvenuto, raccontando di sintomi e traumi inesistenti; e un avvocato romano.
Questo avviso sostituisce in parte – dopo i primi 6 capi di imputazione - il precedente avviso di conclusione indagine preliminare che era stato emesso dal pm Nassi 3 anni fa e che riguardava un numero maggiore sia di indagati (40) che di contestazioni; reati per i quali presumibilmente potrebbe essere stata chiesta l’archiviazione per maturata prescrizione.
Per queste nuove contestazioni invece la prescrizione non è ancora maturata perché i tempi sono più lunghi rispetto alle altre. —
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