Sicurezza
«Il divario crescerà ancora se non arrivano correttivi»
l’analisi«Senza sconfinare in scomposti allarmismi le preoccupazioni sono concrete; ma il vero problema non è tanto il calo della popolazione quanto le sue conseguenze», dice il dirigente Mauro...
l’analisi
«Senza sconfinare in scomposti allarmismi le preoccupazioni sono concrete; ma il vero problema non è tanto il calo della popolazione quanto le sue conseguenze», dice il dirigente Mauro Schiano.
Fanno riflettere alcuni elementi: in primis il saldo negativo nascite/morti. Nel 70% dei comuni maremmani le morti sono il doppio delle nascite. E la previsione è che il divario aumenterà in considerazione di due fenomeni. Il primo riguarda il “vivere più a lungo”: in 40 anni grazie a migliori condizioni la speranza di vita alla nascita è aumentata per gli uomini di oltre 10 anni (dai 69 agli 80) e per le donne di 13 (da 71 a 84 anni). Ciò ha comportato un calo dei rischi di morte in età avanzata e una crescita notevole del numero di persone in queste età in cui rischi di morte, pur in calo, sono comunque elevati. «Poi c’è il calo di nascite: mentre la generazione del baby boom (i nati negli anni ’60) ormai ultracinquantenne lascia il campo della fecondità, le generazioni successive sono molto meno numerose. L’effetto combinato dei due fenomeni – prolungamento della vita e “denatalità” - non potrà che produrre un ulteriore saldo naturale negativo». Il declino demografico non è da circoscrivere tout court al calo della popolazione ma è soprattutto questione di squilibri tra generazioni. «Se non subentrano fattori correttivi ci avviamo inesorabilmente a uno squilibrio demografico così marcato che gli effetti in termini economici e sociali risulteranno di una preoccupante gravità e il peso sarà soprattutto in carico alle nuove generazioni a cui non solo non riusciamo ad assicurare un lavoro stabile, ma che dovranno farsi carico dei problemi (assistenza, previdenza) di chi li ha preceduti e non ha saputo intuire il fenomeno». —
EL.GI.
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