Italia
Gigi D’Ambrosio, al Ricasoli il baffo più famoso del centro
Artigiano del buon bere e della buona compagnia, l’ex calciatore, oggi anche scrittore, guida il locale da 16 anni con Flo e Cristian
grosseto
È uno dei locali più amati del centro. Un angolo di Trastevere a Grosseto. A gestirlo Gigi D’Ambrosio, 38 anni, artigiano del buon bere, della buona compagnia, con un amore poderoso per l’arte e la musica.
Stiamo parlando del bar caffè Ricasoli, piccolo e frequentatissimo locale sull’omonima via del centro storico, da quasi 90 anni un punto di riferimento. Insomma, un’istituzione cittadina. Il locale aprì alla fine degli anni Trenta e praticamente non ha più abbassato la saracinesca. Apparteneva alla famiglia Gori e chi ha intaccato gli anta si ricorda sicuramente di Mario e Siriana, predecessori di Gigi.
Gigi, il baffo più famoso del centro storico, è un ex calciatore che non ha mai giocato in serie A (ha scritto anche un libro, edito da Effigi, che s’intitola proprio così), parla volentieri e dalla bocca non gli escono mai banalità. «I miei genitori – racconta – arrivarono da Napoli quasi 40 anni fa. Facevano i mercati e avevano un punto vendita di biancheria da corredo proprio qui davanti. Sono cresciuto in via Ricasoli e oggi, oltre al bar, gestisco con mia sorella Michela la locanda Ricasoli, sopra al locale».
Gli Ambrosio, prima in società con Alessandro Corridori (ex Affinity), hanno rilevato il Ricasoli 16 anni fa, nel 2002. «Abbiamo sempre macinato, fin dall’inizio, cercando di dare al locale un taglio diverso: divertimento, ma anche cultura. Oggi siamo io, la mia Flo (Florencia Giorgetti, che al momento è in maternità per la recente nascita di Sofia) e un giovane barman molto in gamba, Cristian Cireddu. Apriamo solo il pomeriggio, dalle 16 a notte fonda e puntiamo tutto su aperitivi e dopo cena: spritz, amari, long drink, cocktail. La domenica e il lunedì siamo chiusi».
Al Ricasoli la battuta è sempre pronta, la maleducazione mai accettata. Qui si presentano libri, si allestiscono mostre, vanno in scena performance teatrali, si mette buona musica, spesso con artisti di livello nazionale a suonare dal vivo e gratis per il pubblico. Qui mai, in sedici anni, c’è stata una rissa o anche un banale alterco tra clienti.
Basta entrarci e si respira passione e intelligenza. Gigi è garanzia di professionalità, un eclettico, un combattivo. «Ci vuole fegato – prosegue – a tenere aperto un bar così per più di 15 anni. Il bancone ti guarda in faccia. E poi il centro storico è cambiato. Siamo in una fase in cui non si capisce dove stiamo andando. C’è più offerta che domanda. La benzina è scoprire ogni giorno di essere apprezzati, sostenuti, in questo caso votati…».
Nella classifica del gioco “Il mio bar” il Ricasoli è entrato da poco. «Non ho proprio idea di chi invii i tagliandi per votarci», dice Gigi. Il caffè del Ricasoli è una miscela 80 per cento arabica, 20 robusta. La Tubino produce una linea personalizzata, che si chiama proprio Caffè Ricasoli.
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