Il Tirreno

Grosseto

nodo predazioni  

Dal Pd polemica ma anche invito a unire le forze con i “Pastori”

Fiora Bonelli

Il comitato di allevatori guidato  da Mirella Pastorelli incassa l’endorsement di Claudio Ceroni ma anche la critica di Bandinelli, responsabile dem agricoltura  

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Fra comitato Pastori d’Italia e politici, soprattutto pd, continuano i botta e risposta. Ognuno accusa l’altro di fare campagna elettorale sul tema delle predazioni e dei lupi. Ma c’è chi suggerisce di deporre le armi e agire per il bene comune.

E così, dopo la polemica tra comitato e consigliere regionale pd Marras, a cui gli allevatori chiedevano il conto di quanto fatto finora, torna alla carica Fausto Bandinelli, responsabile agricoltura della segreteria provinciale grossetana del Pd. Il quale fa notare alla presidente del comitato, Mirella Pastorelli, le contraddizioni del governo in carica. «Se due ministri dello stesso governo predicano soluzioni differenti sulla stesso problema cosa significa? Ovvio», stuzzica Bandinelli. Che, rammaricandosi di aver perso le elezioni, accusa Pastorelli di «pura e mera propaganda» senza risultati.

Insomma la politica continua a insinuarsi in un problema delicatissimo, che ha bisogno di soluzioni e non di parole. E soprattutto di unità. È proprio questo il messaggio di Claudio Ceroni, Pd, cinigianese, che appartiene anche al comitato Pastori con cui condivide la battaglia contro gli animali selvatici. «Mi dispiace constatare – dice – che nella battaglia contro lupi e ibridi si sia aperto un dibattito politico e una contrapposizione partitica che rischia di danneggiarli. Dividersi quando si è in pochi e di fronte a avversari forti economicamente, sotto molte sigle pseudoambientaliste significa seguire una strada sbagliata, disperdendo quello che è stato fatto nella comune azione tra Regione e allevatori. La battaglia richiede unitarietà».

Ceroni osserva che «negli interventi dei consiglieri regionali si riscontrano posizioni molto simili, e la saggezza suggerirebbe di richiedere ai diversi attori politici di recuperare la massima condivisione per superare un ambientalismo inconcludente presente sia in consiglio regionale che nel ministero».

La sua proposta, in accordo col comitato e con Marras – che ha raccolto l’invito dei pastori a incontrarsi – consiste in «prelievi selettivi, e nei casi di maggiore problematicità, senza limiti di abbattimento. Evitare proclami e operare con azioni concrete è quel che dalla politica devono pretendere allevatori e agricoltori».

E in tema di cinghiali e caprioli dice: «È auspicabile una comune visione politica del consiglio regionale toscano – dice – che prenda a riferimento quanto approvato dalla Regione Lombardia dove gli agricoltori con regolare licenza potranno abbattere i cinghiali tutto l’anno. Decisione energica, che deve essere presa anche in Toscana. Basta avere il coraggio, perché questi animali selvatici, oltre a essere un flagello per l’agricoltura e per l’incolumità, sono un serbatoio per infezioni pericolose per allevamenti e uomo. Dunque l’ unitarietà di azione di agricoltori, pastori, cittadini e quella delle forze politiche sono indispensabili per la soluzione di un problema destinato ad ampliarsi e che in Amiata causerà un ulteriore arretramento socio-economico». —

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