Il dolore
Condominio “sequestrato” da alcuni ospiti C’è l’esposto
Vivono in un appartamento senz’acqua e senza elettricità Abbandonano siringhe e fanno la pipì nelle bottiglie
GROSSETO
Ogni giorno e ogni sera, quando tornano a casa, devono stare attenti a scansare le siringhe che vengono lasciate tranquillamente sulle scale, dietro la porta o anche lasciate cadere dalla finestra fino al terrazzo di proprietà della banca che si trova qualche metro più in basso. È un sottotetto dell’orrore quello descritto dai condomini che hanno i loro appartamento in quel palazzo del centro storico che dovrebbe rappresentare il salotto buono della città. Dove invece oggi si fa la pipì nelle bottiglie di plastica perché l’acqua non c’è, si vomita per terra senza pulire e si vive in poche stanze senza acqua e senza corrente elettrica.
Gli abitanti del palazzo di via Fabio Filzi, da due anni segnalano quella situazione a tutti e tutti sono andati a controllare: il nucleo antidegrado della polizia municipale, l’Asl, i carabinieri, la polizia. Ma quell’appartamento ha comunque un proprietario che è scomparso da tempo e fare qualcosa, almeno fino a oggi, è stato impossibile. Tanto che i condomini hanno deciso di presentare un esposto alla Procura, attraverso l’avvocato Marco Notari che sta seguendo questa situazione difficile. «L’appartamento ricavato nel sottotetto - spiegano i condomini - era di proprietà di un uomo che qualche tempo è come sparito nel nulla». L’uomo aveva problemi di droga e spesso ospitava amici nella sua abitazione. E ora che lui non vive più lì da tempo, la situazione non è cambiata. «Forse è peggiorata - dicono i condomini esasperati - C’è un viavai di persone, quasi tutti nordafricani che vivono in quel sottotetto. Non hanno acqua né corrente elettrica, non utilizzano il bagno per i bisogni, spesso sulle scale troviamo le bottiglie piene di pipì, oltre alle biciclette che vengono accatastate e che la mattina siamo costretti a spostare per uscire dal portone. Biciclette che probabilmente sono state rubate». Di sicuro lo era quella di una donna che lavora in centro e che aveva acquistato una due ruote di marca. «Era nuova, di carbonio e aveva l’adesivo di un negozio che vende e realizza biciclette - racconta uno degli abitanti del palazzo - Ho chiamato l’azienda per chiedere se sapessero di chi fosse e mi hanno messo in contatto con la proprietaria che è venuta a riprendersela. Aveva già fatto la denuncia, perché le avevano rubato quella bici poco prima».
Dopo le numerose segnalazioni fatte all’Acquedotto del Fiora e al gestore dell’energia elettrica, di allacci abusivi e volanti per poter utilizzare l’acqua e la corrente nel sottotetto, i contatori sono stati completamente staccati.
È una lista di disagi lunga quella presentata alla Procura. «Spesso il pianerottolo delle scale è utilizzato come luogo per la vendita di stupefacenti - aggiungono i condomini - Qualche volta, la sera, alcuni ragazzini e ragazzine, anche minorenni, hanno sbagliato porta e si sono presentati a casa nostra a chiedere se era lì che avrebbero potuto acquistare qualcosa. Li ho mandati via minacciando di chiamare i genitori ma così non è davvero possibile andare avanti». Banca Tema, che ha un terrazzo pochi metri sotto l’appartamento, qualche tempo fa ha sporto denuncia perché ogni giorno lo trovava pieno di siringhe lasciate cadere dalla finestra. «Il nostro portone è stato forzato decine di volte - aggiungono i condomini esasperati - e c’è anche copertura di eternit sul sottotetto per la quale il Comune che emesso un’ordinanza per farla togliere. Ma con il proprietario irreperibile, nessuno ha fatto nulla». —
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