Attenzione
Trasfusione sbagliata: arrivate le condanne
Quattro mesi e quattromila euro ciascuno per il medico e l’infermiera. La sacca di sangue era stata preparata per il paziente del letto accanto
GROSSETO. Nella penultima udienza in tribunale, di fronte al giudice Andrea Stramenga, il professor Massimo Pistolesi, (malattie dell’apparato respiratorio dell’università di Firenze, aveva detto di essere rimasto sorpreso, dopo aver visto la tac del 21 agosto, che Sergio Fiorini fosse ancora vivo. La parola sorpreso l’aveva pronunciata tre volte, in udienza, il consulente della difesa.
Dopo un anno, la convinzione di chi è uscito martedì dall’aula del tribunale di piazza Albegna dove è stata letta la sentenza nei confronti di Alessandro Panella, 45 anni, medico del reparto di Rianimazione dell’ospedale Misericordia e dell’infermiera Giuliana Tondini, è rimasta quella che le condizioni del settantaseienne fossero già così compromesse che da quel reparto, l’anziano, non sarebbe uscito vivo.
Il giudice Andrea Stramenga ha 90 giorni di tempo per depositare le motivazioni della sentenza. E solo allora si potrà capire perché il medico e l’infermiera (difesi dagli avvocati Luciano Giorgi e Carlo Valle) siano stati condannati a quattro mesi di reclusione con pena sospesa e 4mila euro ciascuno come provvisionale, rimettendo davanti al giudice civile la richiesta di risarcimento danni presentata dalla famiglia.
Il caso al centro del processo è quello della trasfusione con la sacca di sangue sbagliata: era il 25 agosto 2013 quando, nel reparto di Rianimazione, la normale catena degli eventi si interruppe. Fiorini era ricoverato in condizioni disperate, ed è su questo che hanno insistito gli avvocati Giorgi e Valle, durante tutte le udienze.
Medico e infermiera erano stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo per la trasfusione di quella sacca che era invece destinata al paziente del letto accanto. La difesa dei due sanitari dell’ospedale Misericordia, si è basata sul nesso di causa-effetto. Fiorini non sarebbe sopravvissuto, nemmeno se non avesse subito quell’errore. La condanna inflitta dal giudice Stramenga è di poco inferiore rispetto a quanto chiesto dal sostituto procuratore Maria Navarro, mentre gli avvocati della difesa hanno chiesto il proscioglimento di entrambi gli imputati. «I polmoni del paziente erano ormai epatizzati e non avrebbero ripreso la loro funzionalità - dicono i due avvocati - L’errore che è stato commesso, anche alla luce di quanto spiegato dai consulenti tecnici della Procura».
I familiari di Fiorini, sono stati seguiti in tutto il processo, dall’avvocato Maurizio Sangermano del foro di Roma: anche loro ora aspettano le motivazioni del giudice che saranno depositate tra novanta giorni.
«Sia il medico che l’infermiere - dicono gli avvocati Giorgi e Valle - non hanno avuto responsabilità nel causare la morte dell’uomo. Purtroppo, questo evento, sarebbe successo lo stesso». L’infermiera che aveva materialmente inserito la cannula nel braccio del paziente sbagliato «ha avuto una condotta inappropriata - scrive l’avocato Giorgi nella sua memoria - ma la colpa commissiva non è però sufficiente per affermare la penale responsabilità della stessa per il decesso del paziente; tantomeno la responsabilità del dottor Panella». —
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