Sicurezza
Bretella smaltitraffico La parola passa al giudice
Il proprietario dei terreni che verrebbero espropriati propone un nuovo tracciato ma la Provincia lo valuta eccessivamente oneroso. Deciderà il Consiglio di Stato
grosseto
Alla fine saranno i giudici a decidere se la bretella smaltitraffico da via Uranio si farà. È fallito l’ennesimo tentativo di trovare una soluzione che non scontentasse al contempo Rolando Guerri, proprietario dei terreni che verrebbero in parte percorsi dal tracciato, ma anche i residenti di Verde Maremma che vedono il futuribile raccordo Grosseto Nord-Castiglionese come l’unica soluzione per arginare gli effetti sulla loro vita quotidiana dell’assalto giornaliero da parte di furgoni e camion, autoarticolati e tir al viale alberato.
I tecnici di Provincia e Comune hanno di recente esaminato la proposta che Guerri – proprietario di terreni che “guardano” la Base Baccarini su cui alleva cavalli e asini di razza amiatina– ha fatto pervenire agli enti pubblici tramite il proprio legale, Michele Greco del Foro di Grosseto. Dopo aver rispedito al mittente tre proposte di tracciato elaborate dai geometri della Provincia – che, di volta in volta, nell’ultimo anno, hanno tentato di trovare soluzioni che impattassero sempre meno sui suoi terreni – Guerri ha incaricato un consulente di elaborare un nuovo “percorso” del raccordo che dall’uscita Grosseto Nord della Quattro Corsie si innesterebbe sulla strada del Pollino e sulla Castiglionese, tagliando la Rugginosa e il canale del Diversivo, e decongestionando così il quartiere Verde Maremma attraversato da 24mila veicoli ogni giorno, di cui 800 mezzi pesanti (dati settore mobilità del Comune). «Il progetto presentato da Guerri – riferisce Marco Biagioni, consigliere provinciale di Forza Italia con delega alla viabilità – purtroppo non è sostenibile per l’amministrazione provinciale, né dal punto di vista tecnico, né sul fronte economico».
Si alza bandiera bianca: la concertazione finisce qui. «Dopo le tre nostre proposte e valutata quella di Guerri – aggiunge Biagioni – non abbiamo altri margini di manovra». Era iniziato nell’autunno 2017 il percorso di ritocco del tracciato da parte dei geometri della Provincia che hanno fatto di tutto per andare incontro ai desiderata di Guerri; la terza e ultima opzione, per esempio, invadeva la proprietà di 56 metri in meno rispetto alla precedente.
Sarà il Consiglio di Stato a trovare il bandolo della matassa. «Era ciò che volevo evitare, abbiamo fatto di tutto per giungere ad una soluzione condivisa. Mi dispiace» dice Biagioni, che con la consigliera della Provincia Gruppo Vivarelli Colonna Sindaco Olga Ciaramella, si era preso la briga di tirar giù dalla soffitta il progetto della bretella di cui si parla dalla Notte dei Tempi per farlo diventare realtà. «L’Avvocatura della Provincia insieme a quella del Comune – conclude Biagioni – solleciterà nuovamente il Consiglio di Stato» perché decida sull’intricata vicenda. Guerri – a cui la propria azienda agricola sta molto a cuore anche perché ricevuta in eredità dal padre, come ha sempre detto al Tirreno – vinse un ricorso al Tar che presentò contro l’esproprio di quei terreni; la Provincia è ricorsa al Consiglio di Stato contro quella sentenza, e si attende dunque che l’organo collegiale di secondo grado si esprima. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
