Toscana
Slow Food Italia un albiniese doc sale ai vertici
Massimo Bernacchini, “patron” dei presidi nati sull’Amiata e in Maremma è stato nominato membro del comitato esecutivo della Chiocciolina rossa
GROSSETO. Massimo Bernacchini, albiniese doc e vice-presidente di Slow Food Toscana, entra nel comitato esecutivo di Slow Food Italia, che ha riunito 650 delegati a Montecatini Terme per il IX Congresso nazionale.
Dall’Amiata alla costa maremmana, sono stati tanti i progetti che in questi ultimi anni Bernacchini ha realizzato con l’aiuto delle condotte locali e grazie all’accordo siglato con Clodia Commerciale, la società proprietaria dei tre punti vendita grossetani a marchio Conad, che ha permesso di trovare canali di vendita per tanti piccoli produttori. Dal presidio per il biscotto salato di Roccalbegna a quello per la pesca tradizionale della Laguna di Orbetello, per esempio. «Le comunità, soprattutto quelle delle aree marginali – dice Bernacchini – hanno in sé la forza per dimostrare quello che possiamo raggiungere lavorando tutti insieme. È con questa prospettiva che comincio questa nuova esperienza».
Cinquant’anni di Albinia, attivo nel mondo della cooperazione e della pesca, Bernacchini è entrato in Slow Food nel 2000 e ha collaborato alla nascita del presidio della bottarga di Orbetello; dal 2006 è membro della segreteria regionale di Slow Food Toscana; è coordinatore della rete internazionale delle Isole Slow; ed è stato membro del consiglio internazionale di Slow Food dal 2007 al 2017; dal 2006 ricopre l’incarico di consigliere nazionale. «Stiamo vivendo una fase storica della nostra Associazione – dice – che segnerà la strada per un futuro straordinario, in Italia e nel mondo. La dichiarazione di Chengdu di ottobre, con le mozioni approvate a sostegno della nostra nuova via, sono una linfa vitale che ha rinnovato molti entusiasmi nei territori in cui Slow Food è presente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
