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Grosseto

in tribunale 

Rubò assegni e telefono al prete che lo aiutava Condannato per furto

F.G.
Rubò assegni e telefono al prete che lo aiutava Condannato per furto

GROSSETO. Lo avevano aiutato e ospitato in parrocchia prima che decidesse di andarsene di nuovo. Fino a tornare, il 23 maggio di quattro anni fa, entrare e uscire più volte dalla canonica per portare...

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GROSSETO. Lo avevano aiutato e ospitato in parrocchia prima che decidesse di andarsene di nuovo. Fino a tornare, il 23 maggio di quattro anni fa, entrare e uscire più volte dalla canonica per portare via il cellulare del prete e il suo libretto degli assegni, approfittando del fatto che il parroco si era allontanato dal suo ufficio per andare nella stanza accanto. Manuel Tullio Melis, 33 anni originario di Valdagno, in provincia di Vicenza, fu visto dal vice parroco e riconosciuto: non era solo quel giorno, con lui c’era un altro uomo che poi è morto e una donna che non è mai stata identificata. Melis quel giorno portò via dall’ufficio del parroco un libretto degli assegni, il timbro della parrocchia e il cellulare del prete. Con quel libretto degli assegni in mano e con il timbro della parrocchia si era poi presentato in banca e aveva chiesto l’incasso di 610 euro e di 848 euro. La prima cifra fu pagata dalla banca, la seconda no: la dipendente della filiale chiamò la polizia e l’uomo, per scappare, prese un poliziotto e lo scaraventò più volte al muro, tenendolo per il collo. Fu arrestato dalla polizia: difeso dall’avvocato Rachele Nicolin, l’uomo è stato condannato dal giudice Marco De Vincenzi a un anno e mezzo di carcere e 400 euro di multa più le spese di processo. — F.G. .

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