Sicurezza
Ripani e Berardi vogliono i voucher Cgil: «Incentivano il lavoro nero»
I parlamentari contro le norme del Decreto Dignità Per il segretario Renzetti alcune novità del governo permettono la stabilizzazione
GROSSETO. «L’eliminazione dei voucher voluta dal Pd ha causato la perdita di 500mila posti di lavoro. Non solo. Il centrosinistra con quel provvedimento non ha fatto che aumentare l’occupazione fuori norma. Un errore cui oggi il Governo deve rimediare». Lo dicono Elisabetta Ripani (deputata di Forza Italia) e Roberto Berardi (senatore). «I voucher, se usati correttamente, sono di fondamentale importanza per agricoltura e turismo, settori chiave per l’economia maremmana. L’eliminazione dei buoni per lavori occasionali ha messo in crisi le aziende turistiche e agricole del Grossetano che si sono trovate a fare i conti con l’impossibilità di assumere personale nel momento del bisogno. E tutto questo ha portato all’aumento del lavoro nero. Certo, parliamo di uso e non di abuso dei voucher». A chiedere la reintroduzione dei voucher – dicono i parlamentari – non è solo Forza Italia, «sono soprattutto le imprese. Faremo una battaglia dura non solo per reintrodurre i voucher ma anche per contrastare il “decreto dignità”, provvedimento antimpresa che demonizza il lavoro a tempo determinato».
Posizione che non piace al segretario della Cgil Claudio Renzetti. «Pur avendo comprensione per il noviziato dei parlamentari Berardi e Ripani – dice – è difficile soprassedere alle grossolane inesattezze. I due parlamentari millantano che l’eliminazione dei voucher avrebbe fatto perdere 500mila posti di lavoro. La verità è tutt’altra: i voucher aboliti per evitare il referendum abrogativo proposto dalla Cgil con alcuni milioni di firme (30mila a Grosseto) sono stati subito rimpiazzati dai cosiddetti buoni PrestO (prestazione occasionale), che però prevedono la registrazione di chi li acquistava e la comunicazione preventiva del periodo di utilizzo attraverso un semplice “sms”. I datori di lavoro, a quel punto, hanno preferito utilizzare altre fra le 46 tipologie di contratti precari esistenti. Ma soprattutto i voucher sono sempre stati utilizzati per coprire il lavoro nero sia in agricoltura che nel turismo. Motivo per cui riproporli oggi significherebbe rilegittimare l’evasione contributiva e retributiva. Dal 1° luglio in virtù di una norma del governo Gentiloni è finalmente operativo l’obbligo di tracciabilità totale dei pagamenti degli stipendi, così come che alcune norme del “Decreto dignità” introducono novità che vanno nella direzione di tutelare il lavoro regolare». –
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