Sicurezza
Don Lorenzo il parroco isolano ha la t-shirt rossa
Valanga di selfie sui social di commercianti, sindacalisti medici e scrittori maremmani che hanno accolto l’invito dell’associazione Libera
grosseto
Dal medico al sindacalista, dall’agente immobiliare alla scrittrice. E poi c’è il parroco. In Maremma è stato raccolto l’invito-appello lanciato dal presidente di Libera don Luigi Ciotti – ma anche da Legambiente, Arci e Anpi – di indossare una maglietta rossa «per fermare l’emorragia di umanità». Il Tirreno ha aperto Facebook et voilà sono comparse le magliette rosse. E chi l’ha postata sul proprio profilo ha scatenato tra i commenti una sorta di “guarda, ce l’ho anche io” la t-shirt che ricorda quella del piccolo migrante Aylan morto sulle coste della Turchia. Per esempio, Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole, scrive sul proprio profilo social: «Oggi il “rosso” è d’obbligo» e aggiunge la foto di lui in compagnia di Ousman Jallow e di Iolanda Tulipano; gli rispondono con la propria foto “in red” Alessia Pampersi, giovane operatrice socio-sanitaria, e Fulvia Perillo, medico e scrittrice. È spuntato su Fb di rosso vestito lo storico dell’arte e direttore di Clarisse Arte Mauro Papa, la scrittrice Roberta Lepri che aggiunge «profondo rosso» al suo post. Roberta Giorgi, invece, ha condiviso un video nel quale scorrono i volti sorridenti dei ragazzi di Legambiente che hanno raccolto l’invito di Libera. Le magliette rosse giravano sui social, ma anche nelle chat di gruppo per testimoniare, forse in maniera meno pubblica ma più intima, tra amici, un desiderio di testimonianza. E qui sono comparse in rosso sindacaliste cigielline, prof in pensione, commercianti e agenti immobiliari. Lorenzo Pasquotti, parroco del Giglio, è invece tra coloro che la maglietta rossa l’ha indossata su Fb: «I migranti – scrive don Lorenzo – indossano magliette rosse sperando di essere visibili in caso di naufragio. Sperano nel colore acceso per non essere abbandonati. Oggi mettiamoci nei loro panni».
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