Attenzione
Varietà “light” bocciata? «Eppure è meno dannosa di molti farmaci»
L’intervistaAlcuni giorni fa il Consiglio Superiore della Sanità ha bocciato l’uso e la vendita della cannabis light, ossia con un valore di Thc inferiore allo 0,6, ritenendola «potenzialmente...
L’intervista
Alcuni giorni fa il Consiglio Superiore della Sanità ha bocciato l’uso e la vendita della cannabis light, ossia con un valore di Thc inferiore allo 0,6, ritenendola «potenzialmente pericolosa» per i giovani.
«È un organo consultivo, che si è espresso in ritardo sulla richiesta presentata dal governo passato – dice il farmacista Edoardo Alfinito – Ma non è questo il punto: il Thc è molto meno pericoloso di farmaci venduti anche senza ricetta. Può avere effetti su almeno trenta patologie». Una posizione che nasce da anni di studio in materia, culminati poi nella fondazione della Sicam, che si occupa di creare consapevolezza tra i pazienti, consumatori di cannabis e i professionisti coinvolti nel circuito della sua coltivazione, preparazione, prescrizione e dispensazione. Il Thc ha un effetto psicotropo su chi lo assume, ovvero innesca meccanismi già presenti nel nostro corpo tali per cui si ha una sensazione di empatia ed euforia.
«Non si vedono draghi volare – spiega Alfinito – Ma a seconda dei casi può causare per esempio attacchi di panico, come avviene per altri farmaci». In realtà il Thc e il Cbd, i principi attivi della cannabis, sono stati studio delle stesse industrie farmaceutiche, che hanno tentato di separarle e sintetizzarle. I risultati però non sono stati quelli sperati. «Separati perdono il loro effetto, per questo le industrie contrastano la cannabis», spiega il farmacista. Madre Natura ha fatto quindi le cose per bene, anche se ancora questa pianta resta un tabù.
«Nel mio percorso accademico la cannabis non è mai stata toccata da nessun docente – continua – Non dobbiamo aspettare i professori, che perseguono il pregiudizio. Ormai, grazie alla rete, le informazioni, le tecniche e i risultati delle ricerche sono accessibili a tutti». Nasce proprio così la Sicam, un punto di riferimento per studiosi, medici e agricoltori, che collabora attivamente con l’Università di Torino. La sua rete è estesa in tutta Italia, ma è proprio a Grosseto che ha visto la luce. «Se un medico ha bisogno di una consulenza su prescrizioni, o un agricoltore vuole condividere nuove tecniche, è a noi che si rivolge», spiega Alfinito, che ne è vicepresidente. —
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