Il Tirreno

Grosseto

Sos economia, Maremma fanalino di coda

Elisabetta Giorgi/
Sos economia, Maremma fanalino di coda

L’allarme della Camera di Commercio: il territorio non riparte e la disoccupazione cresce rispetto al resto della Toscana

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Crescono i disoccupati. Le aziende non rialzano la testa, c’è paura di investire. Nel post-crisi, la provincia di Grosseto mantiene un trend economico negativo e non recupera: i dati evidenziano un’incapacità di risollevarsi e un territorio-fanalino di coda in Toscana, con performance peggiori rispetto alle altre province. I grafici sono in discesa e forieri di problemi anche per il futuro.



Il quadro a tinte fosche è emerso in Camera di Commercio a Grosseto durante la 16ª edizione della Giornata dell’economia, dov’è stato presentato il rapporto strutturale elaborato dal Centro Studi della Ccia Maremma e Tirreno. Quest’anno l’evento è stato un po’ diverso dal solito e non si è presentato come una semplice enunciazione di numeri ma anche come un momento di proposte per invertire la rotta. Si è toccato il fondo: lancia il grido d’allarme la Ccia. Per il presidente Riccardo Breda il gap infrastrutturale è il problema più grave, ma in attesa di risolverlo (ci vorrà tempo) serve compattarsi. Parte da qui l’idea (lanciata ad associazioni di categoria, istituzioni, sindacati) di una “cabina di regia territoriale” per lo sviluppo, che metta in campo ogni risorsa possibile per risalire la china.



Demografia, lavoro, aziende. I dati proiettati in sala - e che incrociano in maniera trasversale fattore umano e impresa - sono stati illustrati da Mauro Schiano (direttore del Centro studi) accanto agli altri relatori Stefano Corsini (presidente dell’Autorità di sistema portuale), Leonardo Marras (consigliere regionale), Antonfrancesco Vivarelli Colonna (sindaco e presidente della Provincia). In platea sedevano tra gli altri la prefetta di Grosseto, le forze dell’ordine, le associazioni di categoria.



L’economia maremmana (soprattutto questa) risulta bloccata nello sviluppo per i forti deficit infrastrutturali e come se non bastasse, è a ulteriore rischio declino. Maremma e area tirrenica non hanno potuto reagire alla crisi per le criticità strutturali: la costa si è trovata in qualche modo bloccata in partenza, e il recupero si sta mostrando impossibile rispetto ad altre zone. Proprio le aree costiere, che avevano in parte ridotto le distanze anche grazie al “mare” (trasporti, nautica), registrano una divergenza dalle traiettorie di sviluppo delle altre aree toscane e hanno subito le conseguenze peggiori. A Grosseto, nel 2017 il tasso di natalità (6%) risulta inferiore a quello regionale (7%) e nazionale (7,6%), e il tasso di mortalità è elevato. Il numero delle morti è doppio rispetto alle nascite; sul Monte Amiata per ogni nato si registrano 4 morti. Scarso anche il rinnovo generazionale. I giovani temono l’impresa, hanno paura del futuro: aprire un’impresa “è un’impresa” - dice Schiano - per il groviglio di problemi che si scatena rispetto alla necessità di semplificare. Alto l’indice di vecchiaia. Se altrove crescono i dati dell’occupazione a Grosseto c’è lo stop. Sull’occupazione per macrosettori (agricoltura, industria, servizi), a Livorno crescono i primi due ma a Grosseto il trend è negativo ovunque. La disoccupazione allarma: le persone in cerca di lavoro calano ovunque meno che in Maremma. Erano 7329 nel 2016, sono 8259 nel 2017 (quasi 1000 in più, +8, 2%). L’artigianato declina senza sosta. —





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