Il Tirreno

Grosseto

Salute ed economia Gli sviluppi possibili per la coltivazione della cannabis

Alfredo Faetti
Salute ed economia Gli sviluppi possibili per la coltivazione della cannabis

Radicali e Pd insieme con gli esperti al Nord Est «Risorsa importante tralasciata solo per il pregiudizio»

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GROSSETO

Il ragionamento è innanzitutto scientifico. La sostanza «è più sicura di molti farmaci e alimenti», «ha un livello di tossicità che non superano quello del tabacco o dell’alcool», «conferma di avere effetti terapeutici su molte patologie, specialmente quelle degenerative e neurodegenerative». Parole di un farmacista specializzato. Inoltre, la stessa sostanza «ha un utilizzo che spazia dall’edilizia ai tessuti, dall’alimentazione al settore del mondo animale», spiega un imprenditore, che in Maremma vedrebbe perfetta una filiera di produzione. Ma può essere usata anche a scopo ricreativo e in questo caso «è una questione di libertà personale».

La sostanza è la cannabis ed è stata al centro di un dibattito molto partecipato nel cuore di Grosseto a cui hanno partecipato esperti a vario titolo. «È una risorsa che non può essere tralasciata per via di un pregiudizio», dicono tutti. Non è un caso che l’evento abbia riscosso un simile successo a Grosseto. Qua è nata la Sicam (società italiana canapa medica), senza contare che in Maremma la canapa potrebbe trovare ampi spazi per la coltivazione diventando leva di sviluppo. Lo dimostrano anche le richieste arrivate da imprenditori alla Camera di Commercio di Grosseto negli ultimi mesi interessate alla coltivazione. Tutte possibilità annunciate durante l’evento che finiscono per infrangersi contro un muro ancora troppo alto. «Il pregiudizio politico», come lo definisce Antonella Soldo, presidente dei Radicali italiani, e «gli interessi delle industrie farmaceutiche e della petrolchimica», come dice Edoardo Alfinito, farmacista e vicepresidente del Sicam. E in entrambi i casi «non c’è un motivo logico, scientifico, per privarci di questa risorsa». L’iniziativa c’è stata giovedì al bar Nord Est, organizzata da Michele Bottoni e Marco di Giacopo, rispettivamente portavoce di Radicali Maremma e consigliere comunale del Pd. «Vogliamo dare voce a una generazione che vuol dire la sua», dicono. E in questo caso, la voce che si leva parte da un ragionamento scientifico. «Le ricerche hanno poi dimostrato che i pazienti affetti da determinati problemi rispondono al trattamento a base di cannabis, che ha effetto su almeno trenta patologie – spiega Alfinito - Un esempio: un bambino affetto da un problema neurodegenerativo è passato da 70 crisi a zero. Zero!». Viene citata anche l’industria petrolchimica, che spinge verso la vendita di nylon e cellophane a scapito della canapa. E qua entriamo nel settore imprenditoriale. L’argomento è tornato in voga negli ultimi mesi, quando diverse aziende si sono affacciate sul settore, anche se non sono pochi gli ostacoli e i controsensi. «Per fare un esempio: a Grosseto il pane fatto con la farina di canapa arriva una sola volta alla settimana, inviato dalla zona di Lucca. Uno spreco, perché qua potrebbe nascere senza problemi l’intera filiera produttiva. E non solo per la farina: anche per la bioedilizia, i tessuti, le lettiere destinate a cavalli, cani, gatti e molto altro ancora», dice Alberto Maffuccini, imprenditore e titolare del Canapa Street di Grosseto e Orbetello, raccontando poi della sua attività con la cannabis light. «I nostri clienti sono adulti, dai 25 ai 70 anni – dice – Sono loro a chiedere informazioni a riguardo, specie chi soffre di certi problemi di salute e cerca olii e altri prodotti per alleviare i dolori. Arrivano persone anche da Piombino». Certo, non manca poi chi cerca cannabis per uso ricreativo. «Queste sono libertà personali, racchiuse a livello legislativo ancora alla legge Iervolino di 30 anni fa, senza contare che ormai le conoscenze sono aumentate notevolmente – dice Soldo – Il proibizionismo peggiora solo le cose: in carcere ci sono solo piccoli spacciatori e consumatori, mentre i pesci grandi nuotano liberi». —

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