Il dolore
Allarme Poste «Rischio esuberi per cinquanta portalettere»
Secondo il segretario del Prc la consegna a giorni alterni comporterà perdita di posti e accorpamenti degli uffici in 15 comuni della provincia
«Diciamo addio ai nostri portalettere di paese». Il segretario del partito della Rifondazione comunista di Grosseto Maurizio Buzzani segnala gravi ombre sul futuro di portalettere e uffici postali, fornendo numeri di esuberi e dipingendo uno scenario futuro a tinte fosche: 48 esuberi che potrebbero coinvolgere altrettanti portalettere in tutta la provincia di Grosseto.
«Il progetto dei giorni alterni per la consegna della corrispondenza – dice Buzzani – è nel vivo e con settembre i comuni nostrani ancora inviolati subiranno il lesto furto di un diritto: cioè la consegna della posta almeno cinque giorni la settimana, come l’ordinamento giuridico europeo e la nostra giurisprudenza italica avalla».
«Ma non tutti sanno – sottolinea Buzzani – che la posta a giorni alterni vuole dire cinquanta esuberi di portalettere sul nostro territorio. Chi resta lavora il doppio e chi è di troppo, a breve, toccherà scegliere la mobilità o improbabili trasferimenti lontano, licenziamenti bianchi».
A questo punto il segretario Prc fornisce dati da far tremare le vene e i polsi. I lavoratori in esubero, divisi per centri postali secondo Prc sono: Orbetello 4 unità; Porto Santo Stefano 2; Manciano 4; Pitigliano 3; Paganico 2; Roccastrada 4; Santa Fiora 2; Arcidosso 2; Castel del Piano 2; Massa Marittima 2; Gavorrano 2; Follonica 5; Grosseto, che comprende i postini di Castiglione della Pescaia e Scansano, 15 esuberi; Capalbio 1. In totale, 48 persone.
Buzzani aggiunge pure che si profila «la pericolosissima manovra degli accorpamenti dei portalettere non tagliati, in sempre meno uffici che vengono sradicati dai capoluoghi comunali, azione propedeutica alla successiva ristrutturazione dell’ufficio postale vero e proprio», chiosa Buzzani.
Per il segretario di Prc «è una prassi consolidata. Allontanati i portalettere si ridimensiona l’ufficio stesso, fino a chiuderlo. L’importante è iniziare a fare un po’ di spazio».
E c’è di più. «I lavoratori che verranno sradicati e spostati lontano dagli uffici di Orbetello, Santo Stefano, Manciano, Capalbio, convergeranno all’interno di un capannone situato nei pressi di Albina; Santa Fiora, Arcidosso convergeranno su Castel del Piano; Massa Marittima e Gavorrano su Follonica».
Ma perché tutto questo? Secondo il Prc per la trasformazione della struttura postale pubblica in una sorta di emporio a disposizione di gruppi finanziari e banche che «depotenziano il ruolo aziendale, rendendolo subalterno al sistema bancario e finanziario, nell’assenza di una visione strategica capace di porre al servizio del paese il patrimonio del risparmio pubblico. Interessante è vedere come i partiti vincitori delle ultime votazioni, affronteranno il nodo Poste».
In merito all’allarme esuberi lanciato Prc Il Tirreno ha contattato Poste italiane per chiedere chiarimenti. L’azienda spiega però che preferisce non rilasciare dichiarazioni al momento. —
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