Sicurezza
Pop up lab, 25 richieste per aprire attività
Tante sono le manifestazioni di interesse arrivate al Comune di Grosseto per sfruttare i fondi sfitti nel cuore della città
GROSSETO. Sono già venticinque le manifestazioni d’interesse che il Comune di Grosseto ha ricevuto per la partecipazione al bando Pop up Lab, il progetto sperimentale cofinanziato dal Comune stesso e dalla Regione Toscana con l’obiettivo di rivitalizzare il centro storico attraverso l’insediamento di nuove attività nei tanti fondi sfitti presenti dentro le Mura, come già successo in altre città toscane come Livorno e Prato. Il dato emerge durante la conferenza stampa con cui anche Confcommercio Grosseto aderisce al progetto e annuncia le sue iniziative in favore degli aspiranti nuovi imprenditori del centro storico. «Riteniamo che la cosa più difficile per chi voglia intraprendere un’attività nuova – dice la direttrice Gabriella Orlando – sia il passaggio dall’idea all’impresa.
Bisogna saper valutare la sostenibilità di un progetto sotto molteplici punti di vista, acquisire dei titoli o certificazioni per svolgere una certa attività, far fronte a tutta una serie di adempimenti burocratici e non. Per una giovane start up questa può sembrare una giungla in cui districarsi: per questo motivo noi mettiamo a disposizione la consulenza gratuita per chi vuole presentare un progetto d’impresa per il Pop up Lab». Lo staff dell’associazione di categoria è dunque a disposizione per un affiancamento di quanti pensano di avere una buona idea in mente ma hanno bisogno di supporto per decidere il concept dell’attività, le strategie con cui muoversi sul mercato locale e il modello di business. Oppure si può chiedere una consulenza specifica per accedere ai fondi e agli incentivi di varia natura (per esempio regionali e comunitari). Per gli interessati basta fissare un appuntamento telefonando allo 0564 470111 o scrivendo a info@confcommerciogrosseto.it. L’iniziativa della Confcommercio è stata accolta con favore dall’assessore comunale al commercio Riccardo Ginanneschi.
«Siamo ancora nella fase esplorativa e di raccolta delle idee – dice Ginanneschi – ma mi pare che il numero delle candidature indichi che c’è un reale interesse per questo progetto. Sul fronte invece della disponibilità dei proprietari ad aderire dobbiamo ancora lavorare: abbiamo le prime adesioni e sono già stati fatti due incontri con loro ma bisogna far comprendere bene i vantaggi che il proprietario può avere partecipando, come ad esempio il fatto che il Comune si farà carico della pulizia e delle piccole manutenzioni dei fondi messi a disposizione del progetto. Un’altra criticità è legata al fatto che per molti fondi il Comune non deve trattare direttamente coi proprietari ma con le agenzie immobiliari». —
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