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«La relazione dell’Asl è contraddittoria» Oggi il “no” in Comune

A.F.

SCARLINO. La relazione dell’Asl, messa agli atti della conferenza dei servizi per il rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore, ha diverse lacune, se non delle vere e proprie contraddizioni....

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SCARLINO. La relazione dell’Asl, messa agli atti della conferenza dei servizi per il rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore, ha diverse lacune, se non delle vere e proprie contraddizioni. È la posizione degli aderenti alla class action contro l’impianto, affidata all’avvocato Roberto Fazzi. «Come può l’Asl prima affermare che “quanto oggi disponibile non permette di attribuire al futuro esercizio dell’inceneritore un impatto sullo stato di salute delle popolazioni misurabile sul breve-medio periodo” e poi esprimere a verbale un giudizio senza più alcun limite temporale, cioè che “gli studi e approfondimenti confermano l’assenza di elementi che possano attribuire all’esercizio di Scarlino Energia un impatto sulla salute”?». E questo è solo un esempio delle contestazioni mosse alla relazione Asl.

Quello che Fazzi vuol mettere in evidenza sono le lacune che a suo dire mancano nella relazione. Le stesse porrà al centro dell’incontro organizzato dal Comitato del No questo pomeriggio, alle 17,45, nella sala consigliare del Comune di Follonica, alla presenza dei due sindaci, Andrea Benini e Marcello Stella, medici, tecnici e altri esponenti del fronte del No. Ciò che Fazzi contesta in modo netto è la mancanza di elementi certi che l’Asl non ha tenuto di conto nelle sue conclusioni. «Non sono disponibili quegli studi epidemiologici eziologici che soli avrebbero potuto legittimare tale apodittico giudizio della Asl e che il Tar aveva infatti imposto alla Regione di effettuare», ricorda l’avvocato. Senza contare poi che l’Asl, per integrare i dati a disposizione, vuole fare uno studio multisorgente «dopo aver messo in esercizio l’inceneritore utilizzando le popolazioni esposte come cavie per due anni», continua l’avvocato, dicendo che si tratta di un procedimento «illegittimo». Ma ci sarebbero poi anche altre lacune secondo Fazzi, come il non aver preso in considerazione gli effetti sulla catena alimentare o le emissioni legate a forni fuori norma, come rilevato dallo studio del Cnr di Napoli. Anche questa una questione che terrà banco nell’incontro di oggi pomeriggio. — A.F..

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