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Viaggio nel supermarket della droga dove i clandestini si sono fatti la casa

Elisabetta Giorgi
Viaggio nel supermarket della droga dove i clandestini si sono fatti la casa

Peep de’ Barberi, la rabbia dei cittadini: «Il cantiere è un via vai di spacciatori. Siamo allo sbando: il Comune cosa fa?»

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Cammina tra i rifiuti e le siringhe, le bici e i rottami appoggiati ai cespugli. Entra ed esce dal palazzo abbandonato dove quasi certamente vive (ma lui nega). Racconta di venire dal Marocco e di non vedere la sua famiglia da 15 anni; di avere impieghi di fortuna. «Lavoro con i fiori – racconta con sguardo stralunato – Non spaccio ma mi drogo. Vado a cercare la roba in giro».

È lui (nome di fantasia Moustafa, foto qui sotto) una delle tante presenze-fantasma che capita d’incrociare a Grosseto nei terreni dell’ex Peep de’Barberi, tra erbacce alte e discariche. Gli edifici abbandonati, rimasti uno scheletro, sono diventati il rifugio di un’umanità ai margini che sfida altezze impervie, travi e muri pericolanti pur di vivere qua, spacciare o cercare droga. La zona della Saracina sembra una fetta di città dimenticata.



In effetti siamo in città ma sembra un mondo-altro: gli abitanti lo chiamano il supermarket della droga. Il cantiere incompiuto fa parte di una vecchia lottizzazione: è un’ingombrante eredità del passato (fallimento Consorzio Etruria) che reclama soluzioni. Clandestini, balordi e pusher ne hanno fatto un covo: non è un mistero. Le retate ci sono ma non hanno prodotto risultati definitivi; così come l’ordinanza sindacale in vigore. Fuori sono erbacce altissime, sporcizia e rottami. Dentro la situazione è ancora peggiore. Si spalancano stanze-latrine colme di rifiuti, giacigli con materassi rotti e cucine improvvisate, pareti annerite da incendi, scale per raggiungere sommità proibite: il degrado è totale. Ci sono stanze piene di feci, odori nauseabondi. Gli inquilini sfidano gli equilibri, la sorte, la morte. Qualcuno ha messo reti e lucchetti di fortuna costruendosi il suo piccolo appartamento. Entra ed esce Moustafa, salendo su uno scaleo fino al tetto dov’è un’immonda terrazza panoramica. Vuol convincere che lui non abita qua. «Ci sono passato – dice – ma qua la droga non c’è: sta ai Crespi» (l’altra lottizzazione abbandonata sull’Aurelia sud). Anche in cortile c’è una discarica diffusa. Ammassi di vestiti, escrementi, rottami e bici.



Scrollano le spalle gli abitanti di via Italo Fazzi: davanti alle case «è un via vai di spacciatori: l’abbiamo segnalato più volte ma ora la situazione è peggiorata. Siamo allo sbando più totale e il Comune cosa fa? I pusher sono stranieri, i tossicodipendenti grossetani. Qui davanti ci sono le scuole. Qualcuno faccia qualcosa. Anche l’erbaccia è altissima: se scoppia un incendio siamo finiti». L’incuria è totale, i pericoli sono dietro l’angolo. «Queste notti abbiamo sentito rumori di martelli e colpi furibondi arrivare dagli edifici», lamenta Alessandro Maestrini, ex dipendente del Consorzio Bonifica, accanto ad altri abitanti. La richiesta è che l’amministrazione batta un colpo, di quelli seri. Ieri c’è stato un sopralluogo di Gino Tornusciolo, consigliere di CasaPound, che a febbraio ha presentato un’interrogazione e ieri è tornato sul posto a incontrare gli abitanti. –





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