Sicurezza
«La Tarsu al Comune non è dovuta» Vincono i diportisti
La Cassazione accoglie i ricorsi di quattro associazioni dopo che la Corte di appello aveva ribaltato il primo verdetto
TALAMONE. La Commissione tributaria provinciale nel 2015 aveva dato ragione ai diportisti di Talamone: illegittima la Tarsu chiesta dal Comune nel 2008. La Commissione regionale aveva ribaltato il verdetto, nel 2016, accogliendo l’appello del Comune di Orbetello. Adesso la sesta sezione civile della Corte di cassazione ha messo la parola definitiva: la tassa rifiuti non deve essere pagata al Comune.
Quattro le sentenze, tutte dello stesso tenore, depositate dopo che l’anno scorso avevano fatto ricorso Yachting Club Talamone, Circolo Vela Talamone, Associazione diportisti sportivi Talamone e Se.Ge.Ass. La Suprema corte ha quindi accolto tutti i ricorsi delle associazioni che gestiscono gli approdi per natanti al porto di Talamone, presentati dall’avvocato Michele Martini, ha annullato la sentenza della Commissione regionale e ha rimandato il caso ad un'altra sezione fiorentina. Perché, scrive la sezione presieduta da Marcello Iacobellis, «la sentenza non contiene alcuna ricostruzione delle ragioni poste a base della pretesa fiscale, rispetto alle quali non vi è nemmeno un richiamo alla sentenza di primo grado». Difetta di motivazioni, insomma, perché i richiami espressi nel ricorso non consentono di giungere a una valutazione di validità della sentenza impugnata. A Talamone opera l’autorità marittima dell’Ufficio circondariale di Porto S.Stefano o l’autorità portuale? La Cassazione non ha avuto dubbi: accogliendo i ricorsi ha stabilito che opera l’autorità marittima. E dunque è quest’ultima, con le sue articolazioni territoriali, che deve occuparsi dell’attività di gestione dei rifiuti. Non è ammessa alcuna ingerenza, tanto meno quella del Comune.
Dal 2013 la questione aveva interessato centinaia di diportisti di Talamone, che si erano visti recapitare gli avvisi di accertamento (questioni da migliaia di euro, anche ventimila) da pagare entro il 31 dicembre di quell’anno. Il Comune metteva in relazione la Tarsu del 2008 con l’occupazione dell’area demaniale destinata a ormeggio per natanti. L’atto era stato impugnato, la Commissione provinciale aveva dato ragione ai diportisti, il fascicolo era poi approdato a Roma. Sono pendenti davanti alla Cassazione altre otto cause. —
PIERLUIGI SPOSATO. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
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