Sicurezza
La “iena” Mancineschi in aula Due processi in una mattina
Il video sullo sversamento davanti al porto di Marina finisce davanti al giudice È stato querelato per diffamazione anche dall’assessore Fausto Turbanti
GROSSETO
È stata una mattinata campale quella di ieri per Lorenzo Mancineschi. La “Iena maremmana” si è trovata di fronte a due giudici diversi in due diverse udienze fissate al tribunale di piazza Albegna: quella con Giovanni Muscogiuri e il vice procuratore Massimiliano Tozzi per rispondere dell’accusa di diffamazione nei confronti dell’assessore alla Sicurezza Fausto Turbanti e quella nell’aula presieduta dal giudice Andrea Stramenga. In questa seconda udienza, Mancineschi insieme a Davide Rossi (difeso dall’avvocato Alessandro D’Amato) doveva rispondere di procurato allarme, calunnia e diffamazione ai danni della Marina di San Rocco spa e di Felice Serra. La società e gli eredi dell’amministratore delegato, Paolo e Luciano si sono costituiti parti civili attraverso il loro avvocato, Massimiliano Arcioni: al centro della denuncia che era stata sporta dalla società e dal suo amministratore, il famigerato video pubblicato sulla pagina Facebook delle Iene che parlava di un presunto sversamento di petrolio in mare al porto di Marina di Grosseto.
La “iena maremmana” ieri mattina era in tribunale con il suo avvocato Tania Amarugi ed ha partecipato ad entrambe le udienze.
Davanti al giudice Muscogiuri, si è aperto il processo per diffamazione nei confronti dell’assessore Turbanti, che, assistito dall’avvocato Roberto Baccheschi, ieri mattina si è costituito parte civile.
I fatti risalgano al 3 aprile dell’anno scorso quando sulla pagina delle Iene maremmane aperta su Facebook da Mancineschi, è stato pubblicato un video. Al minuto 9,29 si sente l’uomo dire: «Abbiamo un assessore alla sicurezza che è, lo posso dire tranquillamente… che è un incompetente… perché un assessore alla sicurezza che non sa gestire una sicurezza passiva… cioè quindi prevenire un atto… quindi cercare di arginare alcune situ…punti focali… per me è un incompetente… è di una leggerezza squallida».
Il riferimento era quindi diretto a Fausto Turbanti, assessore alla Sicurezza del Comune di Grosseto, ma, stando alla querela presentata dall’avvocato Baccheschi, non c’era in quelle parole altra intenzione se non quella di diffamare il componente della giunta. «Quella di Mancineschi – si legge nella querela – è condotta illecita che non trova alcuna giustificazione e scriminante poiché essa non è assimilabile a una critica politica o giornalistica». Mancineschi infatti non è un giornalista, non è iscritto all’albo e non è nemmeno un esponente politico di qualche partito o movimento. «L’attacco in questione – scrive ancora l’avvocato – si limita a colpire esclusivamente sul piano personale il personaggio pubblico Fausto Turbanti, senza offrire argomentazioni, ragionamenti, semza eseguire raffronti di dati o elementi della realtà». —
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