Sicurezza
Massaggi a luci rosse Un anno e 8 mesi alla maitresse cinese
Prestazioni sessuali pagando un sovrapprezzo La titolare ospitava le ragazze che lavoravano per lei
FOLLONICA
Ad aprile di sette anni fa, i carabinieri di Follonica cominciarono a tenere d’occhio il centro massaggi Fiori d’Oriente che si trovava in una strada del centro. Il via vai di uomini - di soli maschi - era continuo e di donne che avessero bisogno di rilassarsi o di farsi fare un massaggio di bellezza non c’era nemmeno l’ombra. Poi c’era stato qualcuno che aveva raccontato ai militari cosa esattamente succedesse in quelle stanze, il cui affitto era intestato a Xiuzhen Wang, una donna di origini cinesi di 56 anni che mandava avanti l’attività. Non soltanto prendendo appuntamenti per offrire appunto massaggi rilassanti ma anche offrendo alla clientela maschile prestazioni sessuali aggiuntive per le quali veniva pagato un sovrapprezzo. E i soldi, li riscuoteva lei.
Per questo la cinquantaseienne cinese era stata rinviata a giudizio per sfruttamento della prostituzione. Difesa dall’avvocato Michele Costa, la donna è stata condannata a un anno e 8 mesi con pena sospesa e al pagamento di 300 euro di multa dal collegio composto da Giovanni Puliatti (presidente) e dai giudici Giovanni Muscogiuri e Andrea Stramenga. Il sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, aveva chiesto un anno e otto mesi di reclusione e il pagamento di una multa da 2mila euro. Sono state adesso depositate le motivazioni.
I carabinieri, una volta venuti a sapere quello che succedeva nel centro massaggi di Follonica avevano cominciato a tenere d’occhio l’attività, con appostamenti davanti al negozio e intercettazioni telefoniche grazie alle quali era stato possibile risalire al canale pubblicitario che reclamizzava Fiori d’oriente. Tutto era intestato a Xiuzhen Wang: la linea telefonica sulla quale venivano presi gli appuntamenti e l’affitto del centro massaggi. I sospetti dei carabinieri erano stati poi confermati da alcuni clienti fermati davanti al centro massaggi: gli abitanti della zona avevano chiesto più volte l’intervento dei militari per segnalare l’andirivieni di uomini che frequentavano l’attività gestita dalla cinese.
Sono stati i clienti fermati dai carabinieri a spiegare come funzionasse l’attività. Prendevano l’appuntamento al telefono e una volta dentro, le ragazze cominciavano con un massaggio normale che poteva, in alcuni casi, diventare una pratica erotica che si concludeva con la masturbazione. Il massaggio costava 30 euro, la prestazione straordinaria variava dai 15 ai 20 euro in più e a riscuotere era sempre la cinquantaseienne.
I carabinieri entrarono nel centro massaggi e la donna, che era in una stanza vicina a quella dove le ragazze si prostituivano, tentò di far sparire alcuni fogli e documenti, tutti scritti in caratteri cinesi, che erano in una scatola. I militari, dopo aver perquisito il locale e sequestrati i documenti, arrestarono la titolare del centro massaggi che ora è stata condannata. —
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