Il dolore
Aeronautica, si parte da zero «Se ne riparla tra cinque anni»
Il sindaco Borghini annuncia tempi lunghi per la bonifica dell’ex deposito militare Scintille nel primo consiglio comunale. Schiano e Cerulli: «Diremo la nostra»
Il primo consiglio comunale dell’era Franco Borghini fa già scintille, a partire dall’ex Aeronautica, questione che secondo il sindaco, «deve essere rinegoziata».
«Siamo favorevoli a prendere in consegna quellearee – ha detto Borghini durante l’assise di giovedì, la prima del suo mandato – e ribadiamo che non abbiamo intenzione di realizzarci un centro di accoglienza per migranti. Siamo invece per rinegoziare il percorso, perché esistono norme che stabiliscono che a bonificare i siti debbano essere coloro che hanno inquinato; l’Avvocatura dello Stato ha chiarito che non si possono prendere in carico se non prima bonificati. Nei prossimi cinque anni non si potrà fare niente perché la bonifica, la modifica del regolamento urbanistico e la valutazione ambientale strategica del ministero avranno tempi lunghi. Non possiamo fare miracoli: c’è anche un fosso, bisogna tener conto del vincolo idrogeologico».
«Faremo un’opposizione propositiva – sono intervenuti Priscilla Schiano e Arturo Cerulli – Crediamo nel nostro programma e tenteremo di dire la nostra anche sull’Aeronautica per cui ci chiediamo: si fa tornare in mano allo Stato? Vogliamo difendere alcune nostre scelte: l’Aeronautica è tutta di proprietà del Comune. Nonostante alcune forzature della Prefettura, già in passato siamo riusciti ad evitare gli immigrati, la nostra preoccupazione è che lo Stato potrebbe decidere in barba agli interessi dell’Argentario. Ci sono 90mila metri cubi di costruito, tutte le associazioni potevano andarci per un anno». Anche secondo Luigi Scotto, l’ex deposito è una risorsa da sfruttare. «L’Aeronautica è nostra da moltissimo tempo – sottolinea – Mi dispiace che il sindaco abbia parlato con disprezzo della nostra idea di creare un parco tecnologico per la nautica: non gli fa onore».
Spazio anche ad altre idee. «Per i porti siamo già in contatto con l’Autorità Portuale – ha proseguito Borghini – Su Cala Galera sono stati fatti atti dalla passata amministrazione che non condividiamo e cercheremo di porvi rimedio. Sull’ex asilo Ricasoli siamo contrari al museo del Caravaggio, faremo un centro culturale e un centro diurno per gli anziani di Porto Ercole. Sulla ex Cirio siamo favorevoli alla ristrutturazione della proprietà per fare un albergo, ma contrari che siano loro ad occuparsi della parte a mare. Per quanto riguarda le ex scuole elementari, noi abbiamo scelto di tenerle per accogliere le associazioni e gli uffici comunali».
Durante il suo discorso di insediamento Borghini si è anche liberato di “qualche peso”. «Noi abbiamo usato un metodo signorile in campagna elettorale – ha detto – mentre qualcuno ha cercato di ostacolarci, mettendo in giro notizie false. Gli agitatori si sono accorti che i cittadini sono più accorti di quanto credessero, lo dicono i risultati elettorali. Io non sono un “social dipendente”, faremo un’amministrazione alla vecchia maniera e abbiamo già cambiato le chiavi del palazzo comunale che deve essere chiuso di notte». –
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