Il dolore
Lo studio Asl: «Nessun impatto sulla salute»
L’azienda probabilmente darà il suo consenso alla riaccensione dei forni. La relazione durante la conferenza dei servizi
SCARLINO
«Gli studi e approfondimenti svolti nel presente procedimento confermano l’assenza di elementi che possano attribuire all’esercizio di Scarlino Energia un impatto sulla salute».
Tanto l’Asl Sud Est ha fatto mettere a verbale nel corso dell’ultima conferenza dei servizi chiamata a decidere sulle nuove autorizzazioni Via e Aia all’inceneritore del Casone.
Parole riprese anche nello studio presentato negli uffici della Regione il 20 giugno e che fanno intuire come l’azienda sanitaria, per ciò che la riguarda, darà il suo consenso alla riaccensione dei forni, anche se saranno necessari ulteriori studi in futuro. «Dall’insieme delle valutazioni dell’impatto sull’ambiente e sulla salute, quanto oggi disponibile non permette di attribuire al futuro esercizio dell’impianto di Scarlino Energia un impatto sullo stato di salute delle popolazioni di Follonica e di Scarlino misurabile sul breve-medio periodo», recitano gli atti a verbale.
Conclusioni tratte dall’Asl in base ai dati di mortalità (Istat) e di ospedalizzazione (Ars) per i cittadini residenti nei due Comuni, riferiti rispettivamente al 2014 e al 2016. Questi, del resto, sono i dati più aggiornati disponibili. Una fotografia dello stato di salute che al momento delle considerazioni è stato separata tra Follonica e Scarlino, ma che non ha cambiato le conclusioni, secondo cui «lo stato di salute in linea con quello della provincia». Secondo gli studi condotti dall’Asl insomma una ripartenza dell’inceneritore non avrà impatto sulla salute dei cittadini. «Esclude in termini di ragionevole probabilità la correlazione fra l’esercizio dell’impianto e l’incidenza su patologie tumorali», per riprendere testuale il verbale. Ma nella conferenza del 20 luglio è emerso anche altro. Se i dati ad oggi disponibili permettono di fare valutazioni sul breve-medio periodo, occorre cancellare ogni dubbio anche sul lungo periodo e per questo l’Asl ritiene necessario «uno studio prospettico multisorgente sulla popolazione di Follonica e Scarlino, al fine di confermare in fase di esercizio le stime previsionali fatte e ora agli atti del procedimento». Ergo: serve un approfondimento con l’inceneritore acceso, dice l’Asl. Studio che potrà essere fatto dall’azienda stessa con il supporto di Cnr, Ispro e Ars, con un costo che si aggira tra gli 80 e i 100mila euro e che avrà una durata di due anni. —
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