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Il 18 luglio scattano i licenziamenti Sindaco di Follonica contro la società
l’allarmeSCARLINO. Il caso è stato sollevato proprio in chiusura della seduta, anche se certo non è nuovo nei contenuti. I rappresentati di Scarlino Energia, conclusa la discussione sui vari punti,...
l’allarme
SCARLINO. Il caso è stato sollevato proprio in chiusura della seduta, anche se certo non è nuovo nei contenuti. I rappresentati di Scarlino Energia, conclusa la discussione sui vari punti, poco prima di andarsene hanno «sensibilizzato sulla necessità di chiudere il procedimento in tempi brevi», perché in assenza di nuove autorizzazioni è prevista l’attivazione del licenziamento collettivo al prossimo 18 luglio. Un passaggio legato all’esaurimento degli ammortizzatori sociali previsti a suo tempo per i cinquanta dipendenti dell’impianto. Una sensibilizzazione che è piaciuta ben poco al sindaco di Follonica Andrea Benini, che ha letto tra le righe «una forzatura sui tempi di un procedimento complesso come quello in esame». Uno scontro che si consuma nelle ultime righe del verbale.
Da una parte le motivazioni della società e dei sindacati, secondo cui senza l’attività di incenerimento non ha modo di dare lavoro ai suoi dipendenti; dall’altra le spinte di istituzioni locali e associazioni di andare oltre il dualismo lavoro-ambiente, rimarcando che la salute in gioco è anche quella dei lavoratori stessi. Già a metà della scorsa primavera era stato sollevato il problema che gli ammortizzatori sociali stavano finendo. Il Pd provinciale allora chiese la riattivazione del tavolo di unità crisi con la Regione Toscana per far sì che Scarlino Energia e sindacati trovassero il modo per la ricollocazione dei cinquanta dipendenti all’interno della società, mentre i sindacati (con una nota unitaria firmata da Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uiltec-Uil, Cisal e Rsu Scarlino Energia) attaccarono gli amministratori «che in questi anni – recitava la nota – a nostro avviso schierati in maniera pregiudiziale contro questo impianto, ad oggi continuano a dare informazioni non vere», spostando l’attenzione sui dati forniti nel tempo da Asl e Arpat.
Un dualismo che non ha mai trovato soluzione in questa infinita saga dell’inceneritore di Scarlino, tornato in voga proprio a conclusione dell’ultima seduta della conferenza dei servizi. La società ha invitato a tempi brevi «in relazione all’accordo sindacale in base al quale si prevede l’attivazione del licenziamento collettivo al 18 luglio in assenza di conclusioni del procedimento autorizzativo»; Benini invece ha rilevato «che la sottoscrizione dell’accordo con il procedimento aperto si potrebbe intendere come forzatura sui tempi». —
A.F..
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