Il Tirreno

Grosseto

Le competenze della Provincia 

Deleghe ambientali Vivarelli Colonna ascoltato in Regione

G.B.

L’AUDIZIONEGROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in veste di presidente della Provincia, ha partecipato a un’audizione della prima commissione “Affari istituzionali”...

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L’AUDIZIONE

GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in veste di presidente della Provincia, ha partecipato a un’audizione della prima commissione “Affari istituzionali” della Regione Toscana, dove ha parlato delle difficoltà delle Province e della sottrazione, da parte di Firenze, delle deleghe in materia ambientale.

Il centrodestra, per bocca del capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti, aveva chiesto di allargare la riflessione ai soggetti coinvolti nella riforma Delrio sul riordino istituzionale, per giungere a una modifica della legge regionale nelle parti che - è sempre più evidente - non hanno funzionato. In apertura della riunione si è fatto il punto sugli effetti negativi della legge 22/2015, il pacchetto di norme che avrebbe dovuto riordinare le competenze tra enti, poi ha preso la parola Vivarelli Colonna, facendo un excursus su ricorsi, sentenze e ordinanze che da tempo vedono contrapposte la Provincia e la Regione davanti al Tar in materia ambientale.

«Edilizia scolastica e manutenzione stradale sono competenze delicate – aggiunge Vivarelli Colonna – e sono in capo alle Province che si trovano con le casse vuote, e impossibilitate di fatto a ottemperare ai loro doveri. Poi ci sono le materie ambientali e legate al turismo, dove permane una gran confusione e continue disfunzioni». In attesa di capire cosa farà il governo per portare a compimento la riforma Delrio, rimasta zoppa, Vivarelli Colonna ha ribadito la richiesta di modifica della legge regionale nelle parti che si dimostrano inefficaci. «La riflessione dev’essere tesa a far funzionare gli enti provinciali e comunali, perché il passaggio dal troppo piccolo (i Comuni) al troppo grande (la Regione) non è solo una questione di organizzazione di servizi al cittadino ma anche una questione di democrazia che non può avere come punto unico di riferimento un consigliere, assessore, o peggio un dirigente che vive a Firenze». —

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