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Un chip nel collare e l’app rintraccia il lupo nel Parco faunistico

Fiora Bonelli
Un chip nel collare e l’app rintraccia il lupo nel Parco faunistico

Esemplari a breve in arrivo in Amiata: il primo è un cucciolo Tracciati anche due suggestivi sentieri a uso dei visitatori

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ARCIDOSSO

In arrivo lupi georeferenziati al Parco faunistico del Monte Amiata, nel comune di Arcidosso, con collari ultima generazione e una app dedicata per individuarli.

Il primo immesso nel nuovo recinto del parco sarà un cucciolo catturato in Toscana e, al momento, in fase di svezzamento. I lupi che a breve ripopoleranno il recinto appositamente creato per loro saranno dotati di collari costruiti con una tecnica che registra le coordinate geografiche che permetteranno di sapere dove si trova l’animale che lo indossa. Con due immediate conseguenze: la prima di permettere di ritrovare il lupo con facilità nel caso si allontani dal recinto e la seconda, utilissima per i turisti che grazie alla app sapranno dove i lupi si trovano.

Spiega il progetto, nel dettaglio, il sindaco di Arcidosso Jacopo Marini: «Nel progetto di rivalorizzazione del parco e con lo scopo non secondario di fare una politica per la tutela delle greggi, abbiamo deciso di rendere sicura l’area dove ospiteremo a breve lupi e ibridi, con appositi recinti e di reimmettervi volta per volta i predatori catturati. Bisogna catturare prima di tutto quelli che si trovano nei nostri pascoli e metterli nel parco insieme al primo esemplare che arriverà a breve e che è stato catturato in Toscana. È un lupo puro, ancora cucciolo e deve essere svezzato. Poi sarà portato al parco. Questione di poco».

E il collare? «Questo del collare – spiega Marini – è un progetto che il Comune di Arcidosso ha fatto con la Regione Toscana, nell’ottica, appunto, della tutela del lupo e delle greggi e per favorire il turismo. Già sperimentato in Olanda per tenere monitorati i mufloni europei, ha dato ottimi risultati».

Nel progetto di rivalorizzazione del Parco faunistico si inseriscono le opere di un complessivo ripristino dell’area e in particolare la ristrutturazione di due sentieri particolarmente suggestivi che si staccano entrambi dal parco: un tracciato va dall’area faunistica fino al fosso Onazio e l’altro sale verso Monte Labro. Nei percorsi si incontrano particolarità botaniche segnalate e spiegate per gli escursionisti.

«Un progetto importante – osserva Marini – finanziato in parte dalla Regione e in parte dal Comune». —



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