Lutto
Sculaccione al figlio, condannato a 40 giorni Dovrà anche risarcire
L’uomo era stato denunciato dalla moglie separata Il caso risale a due anni fa, fu il bimbo a raccontare il perché di quei lividi sui glutei
GROSSETO. Uno sculaccione, forse due, forse anche di più. Ecchimosi estese, secondo il referto, anche se la prognosi era di un solo giorno. Tanto è bastato a un uomo di quaranta anni per essere condannato per lesioni nei confronti del figlio, minorenne, all’epoca sei anni, che quel giorno si era rifiutato di mettersi le scarpe per andare dal dottore. Quaranta giorni (pena sospesa) più il risarcimento dei danni nei confronti del figlio, rappresentato dalla madre separata (avvocato Marco Cutini): 1.500 euro per danno morale complessivamente a madre e figlio, più 3.456 euro per spese.
Così ha deciso il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna, accogliendo (ma mitigando) le richieste del pm Maria Navarro (2 mesi e 20 giorni). Il difensore Alessandro D’Amato aveva sollecitato invece l’assoluzione. Il fascicolo è stato definito con il rito abbreviato.
I fatti risalgono più o meno a due anni fa, i figli stavano a seconda dei giorni con il padre o con la madre. Il gup ha basato la sua decisione sulla relazione del neuropsichiatra infantile Romano Fabbrizzi, che aveva esaminato sia il bambino (ritenuto con «spiccata tendenza fantastica e fabulatoria» e quindi non attendibile) sia il fratello più grande: era stato quest’ultimo, in sede di incidente probatorio, a confermare che il fratello non voleva andare dal dottore, che continuava a togliersi le scarpe, che il babbo si era arrabbiato e che gli aveva rifilato gli sculaccioni. Testimone attendibile, senza elementi «psicopatologici o condizionamenti ambientali che possano aver influito sulla narrazione», racconto pacato e misurato, in cui sono stati riferiti episodi in cui entrambi i genitori avevano perso la pazienza. Tutto converge, anche gli elementi oggettivi. Ha trovato così conferma la denuncia presentata dalla madre, che una sera aveva riferito di aver visto dei lividi sul gluteo del bambino. «Cosa è successo? » «È stato babbo, mi ha sculacciato perché non volevo mettermi le scarpe per andare dal dottore». La donna aveva portato il piccolo al pronto soccorso, dove era stata riscontrata la presenza di ecchimosi. Il bambino aveva confermato ai sanitari quanto già detto alla madre, il fratello aveva aggiunto che era intervenuto chiedendo al padre di smettere.
Nel quantificare la pena, il giudice ha tenuto conto degli effetti psicologici sul minore, definiti «scarsi» dall’esperto, e dell’incensuratezza dell’uomo. E ha stabilito anche di dover liquidare madre e figlio: «Più che il danno fisico, limitato ad alcune ecchimosi sui glutei, il danno maggiore è costituito nello spavento per i colpi ricevuti da parte del piccolo e nel patema d’animo della madre per quello che poteva essere successo. Si tratta di fatti non gravi ma che possono ricevere un adeguato ristoro, tenuto conto che madre e figli si sono dovuti recare al pronto soccorso», argomenta il gup. —
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