Il Tirreno

Grosseto

Ripartono gli scavi e a Roselle affiora un’antica villa romana di 600 mq

Elisabetta Giorgi/
Ripartono gli scavi e a Roselle affiora un’antica villa romana di 600 mq

Nel sito è appena ricominciata la campagna di ricerche e spunta un edificio con ambienti termali affacciato sul Foro 

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Una grande villa romana spunta dal sottosuolo. Siamo nel Parco archeologico di Roselle, dove sono ripresi da poco gli scavi sotto la direzione scientifica dell’Università di Siena.

La straordinaria scoperta risale a questo mese di giugno e la campagna di ricerca – attualmente in corso – sta vedendo affiorare i resti di una domus di circa 600 metri quadrati d’età imperiale costruita in cima al poggio, con affaccio diretto sul Foro della città romana. Siamo sulla collina settentrionale, tra l’Anfiteatro e le Terme adrianee. La planimetria dei locali sarà più chiara nella campagna di ottobre man mano che gli scavi proseguiranno ma la scoperta si annuncia già importante.



È già una notizia in sé che le ricerche a Roselle siano riprese. La concessione di scavo è stata richiesta dal Comune di Grosseto e durerà 3 anni (per il triennio 2018-2020) sotto la direzione scientifica del professor Andrea Zifferero, docente di Etruscologia e Antichità Italiche al Dipartimento di Scienze Storiche e dei Beni Culturali dell’Università di Siena, affiancato da un pool di docenti e tecnici archeologi del Dipartimento. Le ricerche sono dirette dal professor Stefano Camporeale e dal dottor Luca Passalacqua. Iniziate il 4 giugno sul quartiere romano della collina settentrionale, proseguiranno per tutto il mese di luglio sulla collina meridionale. Partecipano studenti dell’Università di Siena e altre Università italiane.



A cornice del tutto è un’intesa tra più interlocutori. «L’Università di Siena, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo (Sabap) e il Comune di Grosseto – spiega Zifferero – hanno siglato a fine 2017 un accordo quinquennale per la tutela, ricerca e gestione della città etrusco-romana di Roselle, accompagnando il tutto con una convenzione per la concessione di scavo». L’accordo sarà presto esteso anche al Polo Museale della Toscana, il nuovo soggetto cui è passata la direzione del sito e che si dovrà occupare della sua valorizzazione. C’è poi il Polo universitario grossetano, ramificazione dell’Ateneo senese, con la sua attività formativa.

Non ultime le Pro loco di Batignano e Bagni di Roselle che hanno promosso incontri sullo stato delle ricerche.

Un pool di soggetti, insomma, per una grande campagna di scavo che sta già dando i suoi primi e importanti frutti.



«Il progetto triennale – dice Zifferero – prevede vari interventi entro la cinta muraria della città etrusco-romana. Lo scopo è quello d’approfondire la conoscenza ancora insufficiente di alcuni settori della città e far luce sulle tappe di formazione dell’abitato etrusco»; il senso è quello di arricchire con la ricerca i percorsi di visita di nuovi monumenti. Già le prime ricognizioni sul sito oggetto di scavo, risalenti al 2017, avevano scoperto muri di terrazzamento e sepolture riconducibili a un grande cimitero collegato alla chiesa paleocristiana sorta nel V-VI secolo dopo Cristo sulle Terme adrianee. Da lì si è proseguito. Ed «è stato trovato - chiude il docente - un edificio articolato in più ambienti tra cui uno termale, quasi certamente privato residenziale e con più fasi di occupazione che, a giudicare dalla tecnica costruttiva dei pochi lacerti di muri superstiti, dovrebbero iniziare in età medio-repubblicana e finire in età imperiale. I risultati sono lusinghieri ma è presto per fornire dati che devono essere vagliati dagli scavatori». L’appuntamento è a luglio con lo scavo nella collina meridionale. —





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