Il Tirreno

Grosseto

Papa scarcerato, lo sfogo di Tatiana

di Giulia Sili
Papa scarcerato, lo sfogo di Tatiana

Sparatoria di Follonica: parla la moglie di De Simone, ancora ricoverato in Rianimazione: «Mio marito lotta per vivere»

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FOLLONICA. Sono passati due mesi e mezzo dal giorno della sparatoria di viale Matteotti a Follonica. Da allora Massimiliano De Simone e Paola Martinozzi, vittime della violenza di Raffaele Papa, non sono mai usciti dall’ospedale nel quale sono ricoverati.

Per Salvatore De Simone non ci fu invece nulla da fare: morì il giorno stesso. Era il 13 aprile quando Papa, proprietario della rosticceria Da Buono, in seguito a una lite scoppiata per futili motivi tra il padre Antonio e la vicina di attività Giuseppina Marcelli, sparava contro i figli della donna ferendone uno e uccidendone un altro e lasciando poi gravemente ferita anche la farmacista Paola Martinozzi, passata di lì per caso. A un mese e mezzo dalla sparatoria anche Antonio Papa, padre di Raffaele, era stato condotto in carcere: l’uomo era stato arrestato dopo suo figlio proprio per “concorso anomalo”. Dal 22 giugno è tornato a casa proclamandosi innocente davanti al giudice.

Una decisione che ha sorpreso i familiari dei De Simone tanto che la moglie di Massimiliano, Tatyana Vassilyeva, si dice oggi profondamente amareggiata: «Mio marito è ancora in rianimazione – racconta la donna, madre di due bambini di tre e nove anni – Massimiliano è cosciente ma non riesce ancora a respirare da solo. In due mesi e mezzo non è mai uscito da questo reparto. Ogni giorno lui deve combattere per vivere e ogni giorni io mi ritrovo a passare su quella strada dove si vede ancora la macchia di sangue lasciata a terra da mio marito. Ogni volta mi vengono i brividi. Nonostante tutto quello che abbiamo subito e stiamo subendo – continua la donna – siamo tornati al punto di partenza perché il padre di Raffaele è uscito di carcere, lui che aveva minacciato di morte la mamma di Massimiliano mettendo le dita sulla fronte di lei e facendo il gesto dello pistola». Dallo scorso 13 aprile la vita di Tatyana è cambiata totalmente: «Passano i giorni ma riabilitazione di Massimiliano è molto lunga, quando riuscirà a respirare da solo dovrà passare molto tempo in un centro specializzato e non sappiamo ancora quanto potrà recuperare – dice la donna – Non mi sembra giusto quello che stiamo subendo; ho grande rispetto ma stiamo anche in una situazione particolare: volendo adesso quell’uomo potrebbe riaprire anche il ristorante di fianco all’albergo di mia suocera. Noi abbiamo subito, mio marito è ancora in ospedale ma dobbiamo vedere quell’uomo passeggiare per strada» conclude Tatyana.

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