Sicurezza
Il Casalone arriva di fronte ai giudici
Prima udienza oggi al Tar contro il trasloco del galoppo a Pini. Presentato un ricorso “aggiuntivo” dal legale dei fantini
GROSSETO. Oggi è il giorno x per il futuro del Casalone. Davanti ai giudici della prima sezione del Tribunale Amministrativo della Toscana si tiene l’udienza di esordio per il ricorso presentato il 13 giugno da Stefano Mattii, avvocato del Foro di Fermo che – impugnando una serie di atti con cui i ministeri dell’agricoltura (Mipaaf) e delle finanze suggellano il matrimonio tra la società Ippodromo del Casalone e Sistema Cavallo di Follonica – punta a bloccare il cosiddetto “Progetto ippica in Maremma” che prevede di lasciare intonsa – dal 21 marzo (data che porta il decreto direttoriale 20728 che prende atto di una partnership tra le due società) e per sempre – l’erba della pista dello storico ippodromo grossetano. E di trasferire le corse di galoppo e il relativo montepremi ai Pini di Follonica, impianto ippico deputato al trotto.
La battaglia. A prendere in mano le redini nella corsa contro la dismissione del Casalone sono stati fantini e allenatori, proprietari di scuderie e appassionati: una settantina sono i firmatari del ricorso presentato da Mattii al Tar che hanno deciso di dare battaglia «contro la decisione delle due società ippiche di cancellare con un colpo di spugna una storia centenaria» dicono. In queste ore i cavallari sperano. I giudici amministrativi hanno accolto la richiesta del legale marchigiano di dimezzare i termini di attesa per la camera di consiglio fissando la prima udienza, appunto, per oggi.
Nuove carte bollate. Mattii, nel frattempo, il 24 giugno, ha presentato al tribunale amministrativo un secondo ricorso – “per motivi aggiunti” – con cui impugna l’ultimo atto del Mipaaf, cioè il calendario corse di luglio ed agosto uscito il 21 giugno – quindi dopo che era stato depositato il ricorso-madre che chiede anche il sequestro cautelare di 1 milione e 400mila euro di montepremi – e che fissa ai Pini cinque giornate a luglio e quattro ad agosto. Ma di trotto: del galoppo grossetano non c’è traccia, né a Grosseto, né a Follonica. Tale assenza eccellente – bollata da Mattii nel ricorso aggiuntivo come «un’assurdità» oltreché «un inesorabile danno per gli operatori ippici» – fa ben sperare il Mondo Cavallo, che non darà la battaglia per persa almeno fino a quando Roma non fisserà – nero su bianco – le corse di galoppo nella Città del Golfo.
Nodo collaudo. L’arrivo dei fantini a Follonica è vincolato al collaudo della costruenda pista di galoppo: è quanto ha stabilito il Mipaaf e su questo non si transige; i lavori dovrebbero essere in dirittura di arrivo nel trotter follonichese e la prova del nove fissata a stretto giro.
Il feeling. Mentre i fantini aspettano la decisione dei giudici amministrativi, i grossetani guardano con un misto di travaglio e di impotenza alla dismissione del loro storico ippodromo, già smontato, pezzo per pezzo, dalle gabbie dei partenti allo steccato della pista, alla Sala Bilance. Il 30 giugno, invece, saranno i cavalli a dover essere portati via dai box: o andranno a Fosso Martello o altrove. Chissà.
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