Il Tirreno

Grosseto

«Biotestamento, atto di responsabilità»

di Alfredo Faetti
«Biotestamento, atto di responsabilità»

De Martis e Di Giacopo commentano la mozione votata a maggioranza dal consiglio comunale (cinque i voti contrari)

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È una conquista di civiltà. E di libertà. La possibilità di scegliere, quando si è ancora nel pieno possesso delle proprie facoltà, a quali trattamenti curativi sottoporsi e quali rifiutare nel momento in cui una qualsiasi malattia cancelli la capacità di intendere e di volere. È il testamento biologico e a breve anche Grosseto avrà un suo registro: uno strumento utile per mettere a disposizione dei cittadini tutte le informazioni e le procedure necessarie a riguardo. Ma anche per dare corpo ai dodici testamenti biologici che altrettante persone hanno già consegnato agli uffici del municipio.

Il consiglio comunale, a grande maggioranza (soltanto cinque i voti contrari), ha approvato la proposta di delibera presentata dai consiglieri Carlo De Martis (Lista Mascagni Sindaco) e Marco Di Giacopo (Pd), per istituire un Registro dei testamenti biologici. «Nella sua trasversalità – dicono i due – questo voto è il riconoscimento della buona politica, quella che dinanzi a certi temi mette da parte divisioni e personalismi». Questa possibilità è stata introdotta pochi mesi fa con una legge del governo, approvata sulla spinta delle richieste e dei numeri che riguardano i malati terminali. Sono più 300mila ogni anno in Italia: 300mila famiglie, con le loro storie e i loro drammi.

«A fianco dei principi del consenso informato e del divieto di accanimento terapeutico – continuano De Martis e Di Giacopo - è stato così introdotto il diritto di ogni persona di esprimere le proprie volontà (in materia di trattamenti sanitari, accertamenti diagnostici e scelte terapeutiche) in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi». Da Roma però è mancata completamente una campagna informativa e i Comuni, chiamati a ricevere questi testamenti, sono stati costretti ad autogestirsi. Grosseto si è adeguata nell’ultimo consiglio comunale. All’atto pratico, il registro per il testamento biologico consiste in una specifica regolamentazione e in una modulistica ad hoc, senza alcun onere per le casse comunali, che saranno accompagnate da una campagna informativa, anch’essa prevista dalla delibera approvata. Questo strumento permetterà così di fornire poche ma chiare istruzioni operative con un triplice obiettivo. Il primo è quello di consentire agli uffici una gestione dei testamenti biologici ordinata e sicura, individuando precisamente gli ambiti della loro azione (specie per quel che riguarda il trattamento dei dati personali e delle informazioni sensibili); inoltre, permetterà ai cittadini una adeguata informazione ed una facilità di accesso allo strumento del testamento biologico; il terzo obiettivo, infine, è quello di consentire a chi dovessero un giorno acquisire le disposizioni anticipate di trattamento di una persona coloro – fiduciario, familiari, medici – di poter disporre di un quadro informativo quanto più chiaro ed esaustivo possibile.

Queste sono le basi del regolamento con cui verrà costituito il registro, che per vedere la luce dovrà attendere solo i tempi tecnici degli uffici per stilare i moduli e altre pratiche simili. «Il voto espresso dal consiglio comunale ha rappresentato dunque un momento di grande importanza, perché ha consentito di introdurre uno strumento che va a beneficio di tante persone che si trovano, o potrebbero un giorno trovarsi, in una situazione di estrema fragilità – concludono i due consiglieri di minoranza - Un voto che rappresenta un’assunzione di responsabilità, su un tema così delicato, da parte del massimo organo di rappresentanza della nostra comunità, che dà il segno ai nostri concittadini del valore e della portata di questa delibera».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa