Sicurezza
Vandali al Maiano: «Servono i cancelli»
Alessandro Capitani (Istituzione Mura) dopo i danneggiamenti: «Le devastazioni dilagano, si mettano protezioni»
GROSSETO. Ringhiere lungo tutta via Saffi, per proteggere le Mura. Cancellate in ferro battuto e ghisa che già un tempo delimitavano l’intero perimetro fortificato: a chiederlo è Alessandro Capitani, presidente dell’Istituzione Le Mura, che dopo i danneggiamenti di questi giorni al Bastione Maiano interviene rivolgendosi al sindaco del Comune di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonnna e al vicesindaco e assessore Le Mura Luca Agresti.
Lo sfogo. In una lettera-sfogo il presidente dell’istituzione constata di dover ancora una volta assistere a una serie di atti vandalici che hanno deturpato ulteriormente il monumento. «Stavolta è stato preso di mira il Bastione Maiano con danneggiamenti fisici e ignobili scarabocchi finalizzati solo a un’autoaffermazione dì una cultura del disprezzo della cosa pubblica e dell’asocialità. E tutto ciò in una fase in cui questa Istituzione Le Mura si trova impegnata ogni giorno a riqualificare il monumento per riconsegnarlo all’uso e al godimento di tutta la cittadinanza. A quanto pare lo sforzo che l’istituzione sta affrontando anche attraverso l’opera di educazione e sensibilizzazione nelle scuole, e con le molte attività già effettuate e in cantiere di carattere culturale, ricreativo, sportivo non sono sufficienti a invertire questo trend di barbarie senza senso e a scoraggiare questi soggetti psicolabili e aggressivi». Un fenomeno, questo delle devastazioni e degli imbrattamenti su monumenti storici e opere d’arte, purtroppo dilagante in tutto il Paese e rispetto al quale non credo debbano essere più tollerate giustificazioni di carattere sociale e antropologico legate ai malesseri esistenziali e ai disagi della contemporaneità». Fin qui lo sfogo, poi la proposta.
Sos cancellate. Le Mura, nella seconda metà dell’800, persero la loro funzione militare e furono trasformate in giardini e passeggiate pubbliche e «tali devono tornare ad essere – propone il presidente - così come, a nostro avviso, devono essere ripristinate le cancellate in ferro battuto e ghisa che delimitavano l’intero perimetro fortificato». Le cancellate furono smantellate nel 1935 in ragione delle sanzioni economiche applicate all’Italia da parte della Società delle Nazioni, nel periodo autarchico della raccolta del ferro e «oggi a maggior ragione dovrebbero essere, necessariamente, ricollocate. Ciò risponderebbe a un recupero filologico-funzionale del monumento e alla sua protezione e conservazione come già positivamente sperimentato in tutti i più importanti parchi e giardini d’Europa». Altri deterrenti (telecamere) non hanno dato risultati. «I cancelli - precisa Capitani - non vogliono in alcun modo costituire barriere escludenti né fisiche né psicologiche ma proprio per la loro funzione protettiva diventano elemento per favorire maggiori inclusioni e frequentazioni da parte dei cittadini». Le cancellate richieste, alla fine, consisterebbero in una lunga barriera in via Saffi. (el.gi.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
