Sicurezza
Benvenuti al Glamour dove caffè e cioccolate sono per veri gourmet
Carmine Esposito e la moglie Roberta Toninelli gestiscono in coppia il frequentatissimo bar di via Oberdan
GROSSETO. Carmine ha 56 anni e gli ultimi quaranta li ha passati al pubblico, prima all’hotel Quattro Strade (dalla fine degli anni Settanta al 2004), poi dal maggio 2005 dietro al bancone di uno dei bar più frequentati di Grosseto, il Glamour della centralissima via Oberdan. Al suo fianco la moglie Roberta Toninelli, origini gavorranesi, il sorriso sempre stampato sul volto. Entrambi vengono segnalati come bartender nel gioco dl Tirreno “Il mio bar”.
In questo bar non ci sono dipendenti. Dalla mattina alle cinque e mezza fino alle venti della sera sono Carmine e Roberta a servire la clientela, composta in prevalenza da avvocati, commercialisti, assicuratori, bancari, dipendenti pubblici (dal Provveditorato all’Arpat). E poi c’è la cosiddetta clientela di transito, perché via Oberdan è una delle strade cittadine più trafficate, sia a piedi che in auto. A fare la differenza al Glamour sono i dettagli. La qualità del caffè, per esempio: Julius Meinl. Uno spettacolo lo spazio caffetteria declinato sul rosso: si serve la qualità arabica cento per cento, con diverse linee selezionate. I clienti hanno molto apprezzato questo cambio di passo, compiuto nel maggio di un anno fa. Poi la cioccolateria. Anche qui segmento top: Venchi e Sabadì di Modica. Vanno molto le creme di caffè, yogurt e riso, ginseng, orzi ai cereali, caffè freddi (sempre Julius Meinl). Grande attenzione anche per i vegani, sia nelle colazioni (dolce e salato) che nei pasti. Il momento clou è della giornata è tra le 8 e le 10.
«Sono grossetano – racconta Carmine Esposito, sorridendo – ma il mio cognome tradisce origini campane. Sono figlio di un dipendente della Prefettura di Grosseto. Mio padre è di Sorrento. Si è sposato qui e poi si è trasferito per sempre in Maremma. Mia mamma, fin da quando ero piccolo, ha sempre condotto degli esercizi pubblici, dal bar Biancorosso di via Emilia all’hotel Quattro Strade. Sono cresciuto in mezzo alla gente, è il mio habitat. Il contatto con il pubblico mi piace e mi gratifica».
Carmine è un intrattenitore, un barzellettiere di prim’ordine. «Avrei molti aneddoti da raccontare, di ogni tipo: a sfondo rosa, di cronaca nera, legati alla politica, ma il barista è un po’ come il prete, se necessario sa mantenere la riservatezza».
La scelta del nome Glamour (prima il bar si chiamava Moschino) è buffa, casuale. «Volevamo cambiare nome al locale – racconta Carmine – e ne parlavamo a cena. Mia figlia, abbiamo un maschio e una femmina, gemelli, di venticinque anni, quella sera indossava una maglietta con la scritta “Glamour” e così, quasi per scherzo, decidemmo di adottarla per il locale».
La pasticceria del bar Glamour viene rifornita da Dolce Angolo e Dolce Maremma, mentre a schiacce, pane, etc ci pensa il Panaio di via Tripoli. Insomma, tutto all’insegna della qualità.
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