La manifestazione
Casalone: «Stop allo smantellamento»
Il consigliere comunale Pieroni chiede controlli sulla sala Bilance in cui la start-up Futurseed organizza eventi formativi
GROSSETO. Si accendono i riflettori sullo smantellamento di alcune strutture del Casalone. Andrea Pieroni, consigliere comunale della lista Vivarelli Colonna Sindaco, sollecita alla polizia municipale un’ispezione che verifichi come attualmente venga utilizzata la Sala Bilance dell’ippodromo: «È stato scritto sui giornali ed è di dominio pubblico – dice Pieroni – che nei locali ad uso dei fantini vengano attualmente organizzati corsi ed eventi formativi. Chiedo di accertare se sia tutto in regola, soprattutto sotto il profilo della sicurezza». Intanto per il futuro del Casalone si apre una settimana cruciale: è fissata per mercoledì la prima udienza per il ricorso presentato al Tar di Firenze – da Stefano Mattii del Foro di Fermo – contro il trasferimento delle giornate di galoppo (e relativo montepremi) dal Casalone all’ippodromo dei Pini di Follonica, deputato al trotto.
Via le bilance. Il consigliere Pieroni ha appena inviato una “Pec” al comandante della polizia municipale Luigi Carullo, al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e all’assessore Fausto Turbanti con la quale chiede se l’uso che attualmente viene fatto della Sala Bilance rispetti le norme di sicurezza. Dai primi di maggio, infatti, nei locali riservati ai fantini si è insediata Futureseed, start-up innovativa a vocazione sociale nata da tre professionisti grossetani: il commercialista Domenico Marletta, l’innovation designer Bernardo Cigliano e l’ingegnera ambientale Micol Massai, figlia dell’amministratore unico della società Ippodromo del Casalone Alessandro Massai. Futureseed ha tolto le bilance dei fantini e ha allestito i locali con tavoli e sedie per poter ospitare corsi ed eventi formativi. «Dato che lì vengono organizzati appuntamenti aperti al pubblico, soprattutto per giovani e anche per minori – dettaglia Pieroni – è necessario accertare che quei locali possano accogliere attività formative senza che si corrano rischi». Il nodo della destinazione. La questione sollevata da Pieroni è dunque legata a doppio filo con la sicurezza, ma c’è dell’altro. «Il Casalone – aggiunge – è una struttura sportiva e il Comune ha tutto l’interesse che tale rimanga». Il consigliere si inserisce nel solco già tracciato dal sindaco Vivarelli Colonna che, sul Tirreno del 30 maggio e rispondendo ai mille firmatari di una petizione contro la chiusura dell’ippodromo, ha liberato il campo da eventuali qui pro quo: «La mia amministrazione – sono state le parole del sindaco – ha una posizione chiara e ferma, non ci saranno mutamenti della destinazione d’uso dell’area. Il Casalone non è soltanto un impianto sportivo ma un pezzo di storia identitaria di questa comunità».
Tempismo. Eppure, in queste settimane, “pezzi” dello storico ippodromo si sono già perduti: le gabbie dei partenti e gli steccati della pista sono stati smontati e spediti ai Pini di Follonica; i locali dei fantini sono diventati altro e i cavalli – dal 30 giugno – dovranno lasciare i box. «I grossetani assistono con grande dispiacere – aggiunge Pieroni – a quanto sta accadendo al loro ippodromo», ma non c’è solo l’aspetto del comprensibile e diffuso travaglio emotivo. «Mi chiedo – sottolinea il consigliere della lista Vivarelli Colonna Sindaco – se si può smantellare l’ippodromo. C’è un ricorso al Tar contro il trasferimento del galoppo, e ad oggi non si può sapere che cosa i giudici amministrativi decideranno; c’è un’udienza fissata, quanto meno si rispetti l’attesa per l’esito». A dirla tutta, le manovre di smantellamento del Casalone sono iniziate assai prima che fantini, allenatori e proprietari di scuderie sapessero – «dal Tirreno», per loro ammissione – del matrimonio con Follonica che include la soppressione di Grosseto, del loro ippodromo.
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