Il Tirreno

Grosseto

Salgono sui tetti scalando le antenne tivù

di Elisabetta Giorgi
Salgono sui tetti scalando le antenne tivù

Alcuni giovani scommettono con la vita arrampicandosi in cima ai palazzi. Gli abitanti chiamano le forze dell’ordine 

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GROSSETO. Ha lanciato il pallone ed è andato a riprenderlo. Sarebbe tutto normale se non fosse per la location terribile. Il giovane è salito sulla sommità di un palazzo (a 7-8 metri dal suolo) arrampicandosi lungo un’antenna della tivù. Un gioco rischioso praticato per scommessa e per azzardo – di sicuro per incoscienza – al fine di provare il brivido dell’altezza e farsi grande con gli amici, dominandoli dall’alto.

Siamo nel popoloso quartiere di Barbanella, nel piazzale de Amicis; l’episodio è successo due sera fa alle 19,20 e ha messo in allarme gli abitanti, alcuni dei quali hanno girato un video con il telefonino e l’hanno spedito alle autorità competenti. «Basta con questo gioco della morte», dice un ragazzo in ansia. Dopo circa 3 ore, lì sotto a quel tetto nel piazzale, decine di ragazzi si sono messe anche a tirare pallonate cercando di colpire pareti e finestre e turbando la quiete notturna. È intervenuta la polizia stradale. Ma torniamo al “gioco del tetto”. C’è chi è convinto che si tratti dell’ennesima folle scommessa tra ragazzini, magari per racimolare qualche euro, e forse è così.

Il video. Le immagini del video (Il Tirreno mostra qui sopra una sequenza di fotogrammi) immortalano un adolescente che scala la parete raggiungendo il tetto del palazzo. L’immobile ospita uffici dell’Asl (terapie infettive, prelievi) e della Lilt (lega italiana lotta tumori). Per arrivarci, il giovane scavalca un cancello e penetra in un vecchio cortile sporco, pieno di cartacce e plastica. Una volta dentro fa un salto e si aggrappa alla parte terminale di una condotta, all’apparenza una canaletta che arriva fino al vertice. In realtà è un’antenna della tivù. Esile, precaria e sottile quanto basta per sopportare a stento il peso di chi vi si arrampica con una leggerezza e velocità incredibili. Il ragazzino mostra incoscienza.

Scala l’antenna e in pochi secondi raggiunge la cima. Atterra sul tetto.

Poi con passo tranquillo e come se fosse la cosa più naturale del mondo cammina fin laggiù, fino ai margini, dove va a recuperare il pallone. Si piega, lo prende in mano, poi fa il percorso a ritroso. Si ricala giù. Sempre lungo l’antenna, che non si stacca per fortuna. Non crolla neppure stavolta, come non è crollata in passato. Ma per quanto? Gli abitanti assicurano che il gioco del tetto viene praticato spesso. Dunque l’antenna può indebolirsi e staccarsi, con il rischio di far cadere nel vuoto chi vi si arrampica. Gli abitanti per essere creduti si sono messi a girare video, perché si sentono inermi. Quando cercano di far desistere i ragazzi, loro reagiscono male, con gesti di sfida.

Non finisce qui.

Pallonate. «Ogni sera – dicono gli abitanti – decine di ragazzi fanno anche casino fino a mezzanotte. Anche venerdì sera, giù pallonate sui tetti, addosso alle porte, nelle vetrate, addosso alle saracinesche».

Venerdì alcune famiglie hanno chiamato le forze dell’ordine; sul posto è arrivata una pattuglia della Stradale che ha avvicinato i ragazzi. «Loro sono tornati alla calma, la situazione è rientrata, ma passato un po’ di tempo, hanno ripreso a fare casino, con le pallonate e le birre».

Pallonate addosso alle pareti e palloni lanciati sul tetto per andare a riprenderli. Con il particolare che in orario notturno questo folle gioco diventa ancora più pericoloso.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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