La regina del mestolo si rivela tra aneddoti e antichi segreti
MONTEMERANO. Immagina il gusto delle cose semplici, immagina una storia ricca di grandi valori e tradizioni: la famiglia, l’attaccamento alla propria terra e come se non bastasse, quarant’anni di...
MONTEMERANO. Immagina il gusto delle cose semplici, immagina una storia ricca di grandi valori e tradizioni: la famiglia, l’attaccamento alla propria terra e come se non bastasse, quarant’anni di esperienza. Tutto questo, con sapienza e semplicità, è raccontato nel libro “Cucina madre” della chef pluristellata Valeria Piccini (nella foto), che verrà presentato oggi alle 12 a Montemerano alla Biblioteca Comunale di Storia dell’arte.
Aneddoti, segreti, esperienza arricchita di studio e scoperte fatte oltreconfine, che Valeria mette a disposizione del grande pubblico con quella confidenzialità che lei riesce sempre a instaurare con chiunque sia il suo interlocutore. E questo perché la cucina di Valeria, anche quando diventa arte come da Caino, è il frutto di uno stretto legame con le cose vere, figlia di una storia semplice, che riconosce le cose importanti, come i rapporti con le persone.
Sarà una lettura da fare tutta d’un fiato, perché in quel frangente ci si sentirà un po’ chef. Ad ogni riga ci avvicinerà a quel variegato, complesso, ma altrettanto affascinante mondo che è la cucina.
L’argomento poi è di sicuro interessante e coinvolgente, ma la differenza, come sempre in ogni situazione, la fanno le persone. E Valeria, chi la conosce lo sa, è una di quelle che la differenza la fa, eccome.
Lei, grande chef, non tratta quella materia come se fosse inarrivabile ai più, ma instilla nel lettore il desiderio di saperne di più. Forse è lo stesso desiderio che quarant’anni fa ha animato lei, adolescente inesperta sotto la guida della futura suocera, ad avviare – per amore – un percorso fatto di sacrifici e di rinunce, soddisfazioni e riconoscimenti, momenti difficili e forse rimpianti. Oggi, anche grazie a quella forza e a quell’amore che solo una madre sa infondere, ha la prova che senza dubbio ne valeva la pena.
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