La manifestazione
Apre sala giochi, 24 tra slot e videolottery
È di Romagna Giochi srl che ricorse al Tar contro l’ordinanza del sindaco che riduceva gli orari dei locali di scommesse
GROSSETO. Grosseto ha una nuova sala giochi: è in via Cesare Battisti nel fondo che un tempo ospitava la sala biliardi. Per il momento l’hanno notata in pochi: nel rispetto della norma che vieta di pubblicizzare l’apertura di un locale pubblico in cui si puntano soldi, la nuova “Terry Bell” ha acceso video e machines in sordina. E lo ha fatto solo da pochi giorni. Il taglio del nastro, però, fa già discutere. Tant’è che al Tirreno sono giunte segnalazioni di chi non vede di buon occhio l’esordio della nuova attività: tra costoro c’è chi rappresenta la concorrenza – la Terry Bell è un punto Snai – che teme (legittimamente) di perdere una fetta di potenziali giocatori e si appella perché si vigili sul rispetto delle norme (che sono tante per la regolamentazione di questo comparto); ma c’è anche chi sottolinea che l’apertura di una nuova sala giochi sia in contraddizione con una delle linee-guida che si è data l’amministrazione del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna: cioè fare guerra – o quanto meno, contenere – il rischio della diffusione patologica del gioco d’azzardo o ludopatia, che dire si voglia.
Il Tirreno ieri ha visitato la nuova sala giochi. Al Terry Bell nella ex sala biliardi si può scommettere sull’ippica e sulle partite di calcio. Poi c’è il reparto machines, attrezzato sia di slot – “a moneta” che consentono vincite fino a 100 euro – che di videolottery che permettono di accedere ai jackpot nazionali e dunque – in teoria – a vincite fino a qualche centinaio di migliaia di euro. Tra slot e videolottery sono in tutto 24 apparecchi, «che in futuro potrebbero anche aumentare» dice al Tirreno il personale.
La nuova sala giochi sorge sulle ceneri di un punto Snai che aveva preso il posto dei biliardi. I lavori di ristrutturazione del fondo sono durati circa due anni, al termine dei quali sono stati assunti cinque dipendenti, tra responsabili di sala, addetti alle casse e baristi (all’interno è ospitato un punto-ristoro). L’investimento è riconducibile alla Romagna Giochi – come si evince dal nulla osta della Questura appeso in bacheca – che è una delle società che era ricorsa al Tribunale amministrativo regionale contro l’ordinanza firmata dal sindaco Vivarelli Colonna – e entrata in vigore nell’ottobre 2016 – che limitava gli orari di apertura delle sale deputate al gioco d’azzardo ma anche tagli del nastro di locali dedicati alle puntate sulla Dea Bendata. Era il giugno 2017, esattamente un anno fa, quando il Tar accolse il ricorso delle società – tra cui, appunto, la Romagna Giochi – dando torto al Comune. I giudici amministrativi in sostanza stabilirono che il comune di Grosseto, con quella ordinanza del sindaco si era mosso con una sorta di eccesso di zelo, concludendo che tale iniziativa appariva «viziata anche da difetto di proporzionalità».
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