La protesta
Sparatoria di Follonica Scarcerato Papa senior
L’uomo era stato arrestato un mese e mezzo dopo suo figlio per “concorso anomalo” Da ieri pomeriggio è tornato a casa: si era proclamato innocente davanti al giudice
FOLLONICA. Antonio Papa è uscito ieri pomeriggio dal carcere. Il cinquantaseienne assistito dall’avvocato Carlo Valle, era stato arrestato il 30 maggio scorso per concorso “anomalo” nell’omicidio di Salvatore De Simone e nel duplice tentato omicidio del fratello Massimiliano e della farmacista Paola Martinozzi. Secondo la sostituta procuratrice Maria Navarro, che aveva richiesto l’arresto, Papa aveva istigato il figlio. Non a uccidere, ma ad “intimidire” utilizzando quella pistola che poi ha sparato e ucciso.
Antonio Papa era stato portato in carcere a Grosseto, in quello stesso istituto dove un mese e mezzo prima era stato rinchiuso suo figlio Raffaele, trent’anni che ora si trova nel carcere di Livorno.
L’avvocato Carlo Valle aveva presentato ricorso al tribunale del Riesame di Firenze e i giudici avevano 10 giorni di tempo dalla trasmissione degli atti per decidere. Proprio ieri scadeva il termine: Antonio Papa è tornato libero. Il ricorso è stato accolto in ogni sua parte: i giudici fiorentini hanno quindi annullato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci. Durante l’interrogatorio in carcere, Papa aveva respinto ogni accusa. «Mi proclamo innocente», aveva detto subito al giudice durante il colloquio, durato mezz’ora: il cinquantaseienne ha negato da subito di aver avuto una parte nella sparatoria del 13 aprile scorso, in via Matteotti.
In carcere, quando incontrò il gip e il pm, insieme al suo avvocato, Antonio Papa non sciolse nemmeno il nodo della pistola, la Tanfoglio calibro 9 impugnata dal figlio per sparare e uccidere Salvatore De Simone e per ferire in maniera gravissima Massimiliano De Simone e Paola Martinozzi. Secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale che aveva firmato l’ordinanza di custodia cautelare, sarebbe stato proprio il padre del trentenne a chiedere all’uomo di passare a prenderlo alla rosticceria Buono, dopo la lite scoppiata con Giuseppa Marcelli, la madre dei De Simone, per andare a prendere l’arma. «L’idea di prendere la pistola è stata di Antonio Papa – scrive il giudice nell’ordinanza di arresto – e per tale ragione lo stesso ha chiamato al telefono suo figlio chiedendogli di passare a prenderlo». Ma durante l’interrogatorio, Papa aveva spiegato di non saperne nulla della pistola impugnata da suo figlio. Aveva tentato di disarmarlo, dopo l’esplosione del primo colpo, ma non c’era riuscito.
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