Il Tirreno

Grosseto

Al Caffè Carducci atmosfera di famiglia e il sorriso di Eleonora

di Stefano Fabbroni
Al Caffè Carducci atmosfera di famiglia e il sorriso di Eleonora

Lo storico locale nel Corso di Grosseto raccoglie voti à go go Merito dello staff e della bartender portabandiera

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GROSSETO. Arriva in redazione con una mazzetta di tagliandi e un gran sorriso. «Ecco, sono tutti per il Caffè Carducci e per Eleonora. Quando sono lì è come se fossi in famiglia», dice Maria Grazia Mosconi, casalinga, che si definisce una cliente affezionata. «Ci vado mattina e sera. La proprietaria, Emanuela, è una persona meravigliosa: ascolta tutto, scherza, è carinissima e sul lavoro è una gran lavoratrice. Mi fece un rinfresco spettacolare per i 25 anni di matrimonio. E la ragazza, Eleonora, è sempre carina, un bel sorriso».

Il segreto del successo del Bar Carducci, storico bar e luogo di pausa durante lo “struscio” dei grossetani lungo il corso di Grosseto, è proprio questo: professionalità e cortesia. Doti che si ritrovano tutte in Eleonora Siciliano, trentenne grossetana e bartender di professione da dodici, grazie alla quale il Caffè Carducci entra nel gioco “Il mio bar”.

Le impressioni della signora Mosconi sono quelle di tutti i clienti che entrano nel bar: dal sorriso radioso e dalla stretta di mano capisci che hai a che fare con una ragazza che ha questa professione nel sangue. Un lavoro per lei nato quasi per caso.

«Avevo diciotto anni, era il 2006 – racconta – frequentavo l’istituto professionale informatico quando una mia amica, che lavorava al Caffè Carducci, mi chiese di sostituirla. Accettai, senza problemi, eppure avevo avuto solo un’esperienza in una struttura ricettiva a Riotorto».

E fu amore a prima vista tra il bar ed Eleonora: da allora sono passati dodici anni e oggi è una delle bariste più gettonate dai grossetani, visti i numerosi tagliandi ricevuti in redazione.

«Entrai a lavorare presto a tempo pieno – continua – e allacciai da subito un ottimo rapporto con i titolari e i clienti. È un lavoro dinamico in cui trovo solo aspetti positivi, mi calza a pennello, amo il contatto con le persone, scambiare due chiacchiere con loro. Non mi sarei vista seduta a svolgere un impiego d’ufficio».

Eleonora svolge i classici turni che un bar ti impone: mattina, dalle 6. 30 alle 14. O, pomeridiano, dalle 14 a chiusura, spesso intorno alle 21.

Il rapporto con la clientela? Ottimo. «Facciamo orario continuato – aggiunge – e serviamo tutti, dal ragazzo che vuole un succo o l’aperitivo al signore che chiede un caffè e si mette comodamente a leggere il giornale. Ecco, a me piace molto servire i caffè ma anche cocktail ed aperitivi».

Il bar propone anche primi piatti e durante l’anno ospita eventi di intrattenimento. Un ringraziamento va ad Emanuela Basile, la titolare e a Fabio Perin. «Emanuela ci coordina durante il giorno mentre la sera tocca spesso a Fabio che per noi dipendenti è il “capo barman”».

Un consiglio ai giovani che volessero intraprendere questa carriera o solo come impiego stagionale? «Non è un lavoro facile – conclude – richiede sacrifici, pazienza e capacità, anche se per molti non sembra. Ti devi organizzare bene ma ti dà tante soddisfazioni».

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